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"Destinazione Rebibbia": dai tassisti romani un kit per le detenute

Tre auto station-wagon caricate fino all’orlo: consegnati al reparto femminile del carcere romano 43 scatoloni pieni di indumenti e biancheria intima destinati alle recluse. Un successo la raccolta avviata all’esterno

17 ottobre 2017

Taxi Rebibbia

ROMA - Tre auto station wagon caricate fino all’orlo, una quarantina di scatoloni destinati al controllo pacchi, al loro interno tutto l’occorrente per confezionare i kit di primo ingresso e offrire alle detenute la possibilità di affrontare dignitosamente i primi giorni di carcere. “Destinazione Rebibbia” è la nuova iniziativa avviata dall’associazione di tassisti romani “Tutti Taxi per Amore” che questo pomeriggio ha consegnato il materiale ai responsabili del reparto femminile dell’istituto di pena.
Vestiti, tute, magliette, scarpe in ottimo stato o nuove. E, soprattutto, biancheria intima, quella che manca sempre, quella che donne libere hanno donato a donne recluse, in gran parte nuova.

La parola d’ordine, nel nuovo evento promosso dai tassisti, è “dignità”. “L’invito a raccogliere e donare questo tipo di materiale – racconta il presidente dell’associazione, Marco Salciccia – è arrivato proprio dall’istituto e noi ci siamo subito attivati. All’inizio è stato difficile parlare di carcere alle persone ma poi è bastato poco per ‘abbattere il muro’ e la risposta non si è fatta attendere: in poco tempo abbiamo raccolto 3 macchine di indumenti”.
All’iniziativa partecipano anche ‘Samarcanda Radio Taxi’, Radio Rock, l’associazione ‘Il Viandante’ e il Centro antiviolenza di Tor Bella Monaca. Nato a maggio 2011, il Centro registra numeri molto alti, circa 2 mila presenze dall’inizio dell’attività, soprattutto tra gli utenti che arrivano dagli altri quartieri romani. “Raccogliamo denunce di ogni genere – spiega la presidente, Stefania Catallo -, dagli abusi fisici alle violenze psicologiche, dal mobbing alle truffe a sfondo sentimentale, ai maltrattamenti subiti anche da donne anziane. L’evento promosso con ‘Tutti Taxi per Amore’ è molto significativo. Collaboriamo da tempo con il carcere perché gestiamo anche una sartoria solidale con la quale riusciamo a proporre qualche inserimento, insegnando alle detenute un lavoro. Inoltre prestiamo abiti da sposa alle donne recluse che si stanno per sposare. Sappiamo che contare su un kit di primo ingresso che ti garantisce un cambio, soprattutto per l’intimo, in carcere è molto importante. Da quando abbiamo lanciato la raccolta c’è stata molta solidarietà e tutto questo movimento dimostra una grande disponibilità che ci spinge a fare sempre di più per aiutare gli altri”. -

“I primi giorni di carcere – sottolinea Mario Pontillo, dell’associazione ‘Il Viandante’ – sono molto pesanti e diventano ancora più difficili per chi non ha fuori una famiglia che provvede a portare gli indumenti di ricambio. Si rischia di restare con gli stessi vestiti per giorni, con tutte le conseguenze che possiamo immaginare. E allo stress del momento processuale si somma la pressione di una condizione difficile”.
Alla consegna dei kit è seguito un momento di intrattenimento curato da Giulia e Max Palagetti. “Siamo molto soddisfatti di questa prima esperienza con il carcere – commenta il presidente di Tutti Taxi per Amore (www.tuttitaxiperamore.it) -, dopo le persone con disabilità, i nonnini e i bambini speciali, abbiamo voluto dare un piccolo aiuto anche a una parte della popolazione detenuta: donne, in questo caso, che spesso la società considera ‘invisibili’ e alle quali, invece, la nostra associazione vorrebbe riconsegnare un po’ di dignità”. (Teresa Valiani)

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