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Giornata contro la tratta, la Caritas lancia l'allarme Italia

Il Parlamento Ue rivela i dati al 2014, ma in Italia i numeri schizzano verso l'alto anche a causa dei flussi migratori di questi anni. Così nel nostro Paese secondo la Caritas dalle "50 alle 70 mila donne sono costrette a prostituirsi e circa 150 mila uomini, in gran parte giovani migranti, sono sfruttati per il lavoro forzato"

18 ottobre 2017

ROMA - Solo in Italia il fenomeno della tratta ha numeri allarmanti: dalle "50 alle 70mila donne sono costrette a prostituirsi e circa 150 mila uomini, in gran parte giovani migranti, sfruttati per il lavoro forzato". A ricordare questi dati - già diffusi a febbraio scorso - è Caritas italiana, che oggi è intervenuta al convegno promosso dal Dipartimento delle Pari Opportunità organizzato in occasione della Giornata europea contro la tratta di esseri umani.

- Nella Giornata europea contro la tratta, il Parlamento europeo rivela che nei 28 Stati membri il fenomeno coinvolge circa 15.800 persone. Ma in Italia i numeri schizzano verso l'alto per due motivi: il report Ue, prima di tutto, prende in considerazione il periodo 2013-2014, prima cioé della crisi dei flussi migratori nel Mediterraneo. Il report Caritas invece non solo ne tiene conto, ma è anche più recente, e accende la luce sui migranti indicati come una categoria particolare: "Il 90 per cento dei migranti arrivati in Europa negli ultimi anni è vittima dei trafficanti di esseri umani" si legge sul portale internet della Caritas ambrosiana. "Molti di loro, uomini, donne e bambini, sono ridotti in condizioni di vera e propria schiavitù per lo sfruttamento sessuale e lavorativo. Nel mondo, sono tra i 21 e i 35 milioni le vittime di tratta e lavoro forzato. E in Italia, il fenomeno riguarda dalle 50 alle 70 mila donne costrette a prostituirsi e circa 150 mila uomini, in gran parte giovani migranti, sfruttati per il lavoro schiavo".

Il fenomeno pertanto, "pur con costanti mutamenti, non ha cenni di flessione - denuncia Caritas italiana - e continua ad alimentare gravi sofferenze nelle vittime; grandi profitti alle organizzazioni criminose e non favorisce una reale crescita culturale nella nostra societa'". (DIRE)

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