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"Mon clochard", un cortometraggio sulla difficoltà di accettare l'altro

A Imola le riprese del film di Gian Marco Pezzoli, prodotto da Articolture con l’Associazione Noi Giovani. Protagonisti gli attori Roberto Citran e Giovanni Calcagno. Citran: “Una vicenda raccontata con uno stile etereo ma estremamente concreto, che ricorda quello di Buzzati”

23 ottobre 2017

IMOLA (Bologna) - Davide è un insegnante, vive in periferia, in un condominio da cui esce per fare la spesa e andare al lavoro, ma in cui si sente intrappolato. A un certo punto nel - cortile compare una persona senza dimora: Leon, questo il suo nome, viene accolto dagli altri inquilini ma non da Davide che, invece, sviluppa nei suoi confronti un sentimento di odio crescente. È la trama di “Mon clochard”, il cortometraggio ideato da Gian Marco Pezzoli (regista) e Marta Bedeschi (sceneggiatrice) e prodotto da Articolture con il contributo dell’associazione culturale Noi giovani e la collaborazione del Comune di Imola. Tra gli interpreti gli attori Roberto Citran e Giovanni Calcagno. “Il mio impegno sarà a tempo pieno e durante la realizzazione del cortometraggio ci sarà uno scambio reciproco di esperienze – ha detto Citran, che interpreta Davide – Questo progetto mi è piaciuto perché, in maniera molto raffinata, racconta la difficoltà di accettare l’estraneo, il diverso, neanche lo straniero, una cosa che oramai succede tutti i giorni. Il modo in cui la vicenda viene raccontata – prosegue – mi ricorda un po’ lo stile di Dino Buzzati, etereo però alla fine estremamente concreto, che ti lascia dentro qualcosa di veramente forte. Spero che si riusciranno a realizzare gli obiettivi prefissati”. Il corto è interamente girato a Imola.

Promuovere e valorizzare progetti difficili da realizzare e i giovani talenti di Imola. È l’obiettivo dell’associazione Noi Giovani. Regista e sceneggiatrice sono entrambi imolesi così come le comparse del corto. “Crediamo in progetti che provengono da diverse realtà e nella volontà e nella competenza delle giovani generazioni che si mettono in gioco su molti fronti”, ha detto Vincenzo Rossi, presidente dell’associazione. Il film è prodotto da Articolture, la società di produzione che ha vinto il David di Donatello per il miglior corto per “A casa mia” di Mario Piredda e che ha portato “Gli asteroidi” di Germano Maccioni al Festival di Locarno (unico film italiano in concorso). “Abbiamo creduto fin da subito nel progetto e ci siamo attivati per renderlo possibile – ha detto Fabrizio Cabitza – Daremo vita a un vero set cinematografico, se pur i corti abbiano un impianto diverso dai lungometraggi la nostra attitudine produttiva è la stessa”. Articolture ha ottenuto un contributo della Film Commission dell’Emilia-Romagna e la co-produzione di Manufactory Productions e la Combo Cooperativa.

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