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Imputati messi alla prova nei boschi e nei parchi insieme a Legambiente

Firmato l’accordo con il Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità: i soggetti interessati saranno impegnati nella tutela del patrimonio pubblico. Gemma Tuccillo: “Non solo lavori utili alla società ma anche per sviluppare il senso di appartenenza al Paese”

25 ottobre 2017

- ROMA - Fruibilità e tutela del patrimonio, collaborazione per la prevenzione degli incendi, salvaguardia di boschi e foreste, recupero del demanio marittimo, protezione della flora e della fauna, manutenzione e fruizione di ospedali, case di cura, giardini, ville e parchi. E’ un impegno che viaggia su un doppio binario quello destinato agli imputati che saranno “messi alla prova” con lavori di pubblica utilità nelle 8 sedi di Legambiente dislocate sul territorio nazionale.
E’ di ieri la firma dell’accordo sottoscritto dal capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità, Gemma Tuccillo, e dal presidente di Legambiente, Rossella Muroni, che prevede l’impiego di imputati adulti in lavori di pubblica utilità “con compiti specifici di tutela del patrimonio ambientale”.

“Ci stavamo lavorando già da un po’ – spiega il capo Dipartimento, Gemma Tuccillo – e la firma dell’accordo è un risultato che arricchisce gli sforzi che stiamo facendo per allargare quanto più possibile la collaborazione della rete territoriale, degli enti di riferimento particolarmente significativi in questo lavoro di inclusione efficace, che abbia contenuti di concretezza e riabilitativi in senso ampio. Il coinvolgimento di Legambiente vuol dire, infatti, anche cittadinanza attiva: l’imputato non svolge solo un lavoro utile per la società ma è chiamato a partecipare al recupero ambientale, alla tutela del patrimonio, alla valorizzazione del nostro Paese che è anche il suo Paese”.
Non solo ulteriori opportunità per i lavori di pubblica utilità, dunque, ma anche “un alto livello di contenuti - sottolinea il Capo Dipartimento -. Perché è importante diversificare gli interventi e le opzioni di lavoro anche in ambiti che arricchiscano il patrimonio del soggetto stesso e lo coinvolgano in modo diretto e attivo sulla conservazione di ciò che gli appartiene in senso lato, per sviluppare il senso di appartenenza al proprio Paese”.

“La ‘messa alla prova’ – si legge in una nota del ministero della Giustizia – è una misura che esiste dal 1988 per i minori e che è stata estesa agli adulti con modalità leggermente diverse. Prevede, per reati punibili con una pena non superiore a 4 anni, la possibilità della sospensione del processo e l’avvio di percorsi alternativi obbligatori di lavori di pubblica utilità, da svolgere gratuitamente in favore della collettività. L’imputato dovrà inoltre provvedere a eliminare le conseguenze del reato, risarcire il danno e prestare attività di volontariato di rilievo sociale”.
Per la diffusione di “questa vera misura di comunità su tutto il territorio nazionale, che avvicina il nostro Paese al sistema europeo di ‘probation’ – prosegue la nota -, il ministero della Giustizia è fortemente impegnato: ad oggi, sono 9.765 gli imputati in regime di ‘messa alla prova’ ed il progetto di una gamma sempre più vasta di opportunità lavorative ne consentirà un forte aumento”.

L’obiettivo del Ministero è stipulare accordi, a livello nazionale, che impegnino gli enti a mettere a disposizione posti di lavoro su tutto il territorio. In un meccanismo “a cascata”, le sedi territoriali degli uffici di esecuzione penale esterna facilitano la stipula di convenzioni tra i tribunali ordinari e le sedi territoriali degli enti, in modo da raggiungere il duplice obiettivo di implementare il numero degli ammessi e rendere omogenea la fruizione della misura su tutto il territorio nazionale. Su impulso del Ministro Orlando sono già stati stipulati accordi con l’associazione “Libera contro le mafie” e con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e sono in corso numerosi altri contatti con l’Ente Nazionale Protezione Animali, l’Anci, il Mibact, il Fec e la Croce Rossa. (Teresa Valiani)

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Tag: messa alla prova, giustizia, Detenuti

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