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Scuola, la sfida del progetto Mus-e: integrare attraverso l’arte

Dal 27 al 29 ottobre al via a Reggio Emilia "Arte e Oltre. L’arte per una comunità educante", una tre giorni di formazione dedicata agli operatori artistici e ai coordinatori dell’associazione Mus-e che da anni, in tutt’Italia, opera nelle scuole ad alto tasso di bambini stranieri

25 ottobre 2017

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FERMO - 13° edizione, nel prossimo fine settimana a Reggio Emilia, degli incontri formativi dell’associazione Mus-e Italia onlus che da anni lavora nelle scuole elementari per proporre un modo diverso ed efficace per affrontare il tema dell’integrazione. L’arte è il linguaggio universale per eccellenza che Mus-e ha scelto come strumento principe su cui basare le proprie attività grazie agli insegnamenti del suo mentore nonché fondatore, il violinista e direttore d’orchestra Yehudi Menuhin scomparso nel 1999.

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“Nella società multietnica che viviamo, e di fronte alle grandi contraddizioni che questa evidenzia, la risposta non può essere quella della chiusura, del muro, dell’intolleranza. Dobbiamo essere capaci d’immaginare un mondo diverso, a partire dalla scuola. È lì, tra i più giovani, che possiamo seminare un’idea di futuro aperto e solidale. È l’educazione alla bellezza, che l’arte sa insegnare, quello che dovrebbe guidare le menti ed i cuori delle persone. Noi, con i laboratori Mus-e in classe, con la nostra scelta di dialogo e creatività, siamo qui a ricordare e rinnovare, ogni giorno, questa esperienza”. A parlare è Rita Costato Costantini, coordinatrice nazionale di un progetto che, da anni, opera in centinaia di scuole in tutt’Italia coinvolgendo migliaia di bambini. “Oltre 11.000 nel 2017, portando un messaggio di dialogo e reciproca conoscenza non solo tra i bambini ma, auspicabilmente, dentro le famiglie” prosegue Costato. Mus-e non è solo Italia perché la rete è europea ed ha la sua sede a Bruxelles presso la Yehudi Menuhin Foundation, e diverse sono le nazioni in cui il progetto è attivo, dalla Portogallo alla Spagna, dal Belgio all’Ungheria, dalla Germania a Israele passando per l’Italia appunto. Genova è la sede dell’associazione italiana presieduta da Alessandro Garrone che federa diverse realtà locali tra cui appunto Reggio Emilia.

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“Ogni anno promuoviamo una formazione nazionale per i nostri artisti: invitiamo relatori qualificati che possano indicarci nuove prospettive e modalità artistiche e pedagogiche in linea con la nostra filosofia, per confrontarci con le classi multietniche e con i docenti che sono chiamati a giocare un ruolo fondamentale in questo percorso di crescita delle nuove generazioni. Non c’è alternativa ad un impegno reale, concreto, solidale che fondi la sua efficacia sul valore dell’arte intesa come massima espressione della creatività e come unica risposta ai tanti mali che affliggono il mondo. Come diceva Menuhin, «io posso utilizzare il mio corpo, ne faccio un’opera d’arte; ho delle doti, in tutti i sensi; le conosco in me e posso apprezzare quelle altrui; posso fare cose bellissime con gli altri». Ecco, dobbiamo coltivare questo mantra. Se ha un senso la nostra operatività - sottolinea Costato - è quello di portare avanti questo messaggio di speranza. Lo faremo anche a Reggio Emilia in una tre giorni ricca di riflessioni e contributi dove confluiranno più di 100 artisti Mus-e da tutt’Italia.”

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L’iniziativa, che gode del patrocinio del Comune e della Provincia di Reggio Emilia nonché dell’Università di Modena e Reggio Emilia, avrà un momento ufficiale di presentazione venerdì pomeriggio, con inizio alle ore 14.30, presso la Sala del Tricolore, alla presenza del Sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, del Presidente della Provincia, Gianmaria Manghi, e del presidente di Mus-e Italia, Alessandro Garrone. Sabato e domenica le sessioni saranno rivolte agli artisti ed ai coordinatori delle varie sedi Mus-e italiane. “L’auspicio è quello di confermare un’esperienza che ha dimostrato di saper funzionare” conclude Costato “e di cui speriamo il mondo accademico e le istituzioni, a tutti i livelli, possano sempre più prendere atto per sostenerla e farla propria.”

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