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Il divieto di far tornare i figli a casa da soli? "Disobbedienza civile dei genitori"

La propone il pedagogista Daniele Novara: "Questo divieto è una violenza contro i preadolescenti, lede i loro diritti e dignità". Ed viola la Convenzione dei diritti del fanciullo del 1989. "I genitori si organizzino in gruppi e facciano ricorso". Secondo una ricerca del Cnr del 2013, i preadolescenti italiani sono quelli meno autonomi rispetto ai loro coetanei europei

27 ottobre 2017

- MILANO - "Mi auguro che i genitori si ribellino, che si organizzino in gruppi e facciano ricorso contro queste disposizioni del Ministero": Daniele Novara, pedagogista e fondatore del Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti di Piacenza, è furioso. Il divieto di far tornare da soli a casa da scuola i ragazzi delle medie inferiori "è una violenza contro i preadolescenti", oltre che diseducativo.
La disposizione è nata sull’onda della paura, dopo che i presidi delle scuole medie hanno cominciato a non accettare più le liberatorie dei genitori che autorizzano da sempre gli insegnanti a lasciare i loro figli sulla porta della scuola. E alla fine era arrivata anche la riposta ufficiale del ministero per bocca di Valeria Fedeli, che ha evocato "l’abbandono di minore", fattispecie del codice penale. Insomma, la legge può essere cambiata solo dal Parlamento ed è in ballo la tutela dell’incolumità dei minori".
Il problema è stato creato dalle circolari di alcune scuole dopo la sentenza della Cassazione, che ha respinto il ricorso del ministero condannato a pagare parte dei danni morali alla famiglia di un ragazzino undicenne morto alla fermata dello scuolabus davanti a scuola quattordici anni fa.
In realtà già oggi il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha già corretto il tiro e la ministra Fedeli, e sul suo profilo facebook ha annunciato che il Pd sta lavorando ad un emendamento per ribaltare le disposizioni sull’uscita da scuola dei ragazzi: "Quando ho letto che noi genitori siamo obbligati a riprendere i figli da scuola sono rimasto allibito (...). Il punto è che la legislazione italiana tutela il minore, e fa benissimo, ma dimentica l’autonomia che è valore educativo e pedagogico importantissimo".

20 novembre, "i genitori ricorrano alla disobbedienza civile". "Dagli undici anni in poi sono assolutamente in grado di fare il percorso casa scuola da soli - aggiunge -, proprio perché lo sviluppo cerebrale è arrivato ad un livello molto significativo". Viceversa, impedire ai preadolescenti di sperimentare e vivere le prime forme di autonomia costituisce "una violenza dei loro diritti, sanciti dalla Convenzione dei diritti del fanciullo del 1989, che l'Italia ha ratificato". Perché? "Per il semplice motivo che la Convenzione stabilisce che ogni minore ha diritto ad essere trattato in base alle proprie capacità e dignità. Con queste disposizioni del ministero dell'Istruzione si mortifica un'intera generazione". E propone: il 20 novembre, Giornata mondiale dei diritti dei bambini, i genitori ricorrano alla disobbedienza civile. "Si rifiutino di andare a scuola a prendere i figli a scuola. Visto che la Ministra e i dirigenti scolastici insistono con questo paternalismo, che se li tengano tutto il pomeriggio allora".

L'aspetto sorprendente di tutta questa vicenda è che nel resto d'Europa la tendenza è invece opposta. Si incentiva il più possibile l'autonomia dei preadolescenti. Secondo una ricerca svolta dal Cnr nel 2013, in Italia solo il 34% degli alunni delle medie torna a casa da solo, contro il contro il 68% dei tedeschi e il 78% degli inglesi. "Già ora eravamo indietro rispetto agli altri Paesi, così facciamo una regressione pazzesca", sottolinea Daniele Novara.

In uno dei comunicati stampa del ministero dell'Istruzione, la ministra Valeria Fedeli sottolinea che in ballo c'è "la tutela dell’incolumità delle studentesse e degli studenti minori di 14 anni". "In realtà si vuole solo tutelare la burocrazia e i dirigenti scolastici a scapito della dignità degli alunni -commenta Daniele Novara-. È un vero e proprio scempio, è il declino di ogni forma di educazione dei ragazzi". (dp)

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