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Notte dei senza dimora a Palermo. "Presto una unità operativa"

Nella terza città italiana per presenza di senza dimora si è svolto l’evento di sensibilizzazione sui temi della povertà e dei diritti delle persone che vivono in stato di indigenza, organizzata dall’assessorato alle Attività sociali del Comune, dalla Caritas e dal CeSVoP. L’assessore: “Unità operativa lavorerà in coordinamento con le associazioni”

29 ottobre 2017

box PALERMO - Ritornare ad essere persone a partire dai diritti e dai bisogni essenziali che sono il lavoro prima di tutto ma anche la casa e gli affetti. È quello che sperano fortemente Paolo, Domenico, Bartolo, Salvatore, Enza e Vincenzo. Uomini e donne, fragili e profondamente feriti dalla vita che da qualche tempo sono ospiti del dormitorio "La casa di Aldo”. La notte dei senza dimora, avvenuta sotto i portici della stazione centrale di Palermo, la terza città italiana per presenza di senza dimora, è stato un evento di sensibilizzazione sui temi della povertà e dei diritti delle persone che vivono in stato di indigenza, organizzata dall’assessorato alle Attività sociali del Comune di Palermo, dalla Caritas diocesana e dal CeSVoP. Durante la serata sono state ricordate le persone morte in strada attraverso un momento interreligioso di preghiera al quale hanno preso parte, tra gli altri, i rappresentanti delle comunità religiose, cattoliche, ortodosse e islamiche. Al termine della serata da padre Pino della Missione Speranza e Carità è stato benedetto e distribuito il pane a tutti i presenti come gesto simbolico di vita.

Alla manifestazione hanno partecipato alcuni senza dimora accolti nel secondo dormitorio pubblico "A casa di Aldo" di Palermo che sicuramente sperano di essere aiutati a ritrovare di nuovo una loro autonomia di vita. Paolo, con pochissimi denti e con un bel sorriso racconta che a 66 anni adesso vorrebbe trovare finalmente un poco di pace. "Ho fatto una vita sbandata e alcuni errori - dice -. Ho avuto anche qualche problema di natura penale ma dopo, appena l'ho superato, mi sono ritrovato solo ed abbandonato da tutti. Il vero aiuto non è il cibo e neanche il letto ma un lavoro che ci fa essere come gli altri". Più giovane di lui è Domenico di 45 anni che è stato in carcere ma dopo anche lui ha trovato il vuoto intorno a lui. "Va bene sbagliare e pure pagare - racconta rammaricato - il debito con la giustizia. Mi moglie mi ha lasciato e le istituzioni devono metterci in grado di reinserirci nella società. Dopo il carcere ho tentato di cambiare vita ma nessuno mi ha aiutato. Adesso sono molto stanco, vendo accendini per la strada ma non si può fare questa vita". Bartolo, invece di 49 anni non pensava di ridursi così. "Ho perso il lavoro - dice - e poi i miei familiari non mi hanno più voluto. Aspetto di avere la pensione sociale per avere un posto tutto mio dove vivere". Divorziato e con molti problemi di salute è Salvatore di 60 anni. "La sigaretta è l'unico piacere che mi è rimasto - dice -. Sono stato licenziato e da quel momento sono successi una serie di eventi che poi mi hanno reso così. Non ho ,mai avuto il coraggio di dormire in strada perché ho sempre trovato luoghi di fortuna. Adesso non sto molto bene in salute e vorrei essere aiutato a vivere meglio con più serenità". C'è anche una donna, Enza di 56 anni che viene chiamata "la regina della stazione" con una vita difficilissima e un figlio con gravi problemi depressivi. "Vivo in una casa con mio figlio - racconta con occhi induriti dalla vita - che non sta bene. Ho tanti arretrati di casa da pagare e la mia vita è un continuo cercare tutto il giorno di racimolare spiccioli per comprare cibo, vestiti e altri beni personali. Per 4 mesi mi hanno tagliato la luce e sono stata a lume di candela Combatto e mi difendo come donna e come madre in un mondo di lupi. Dopo la separazione da un marito molesto la mia vita è andata a rotoli. Mio figlio ha tentato il suicidio tre volte ma non mi arrendo perché ancora mi è rimasto quel poco di fede che mi permette di sperare ogni giorno di migliorare un pochino la mia vita". Chi non vuole andare invece al dormitorio è Vincenzo. "Nella mia vita non ho fatto altro che entrare ed uscire dal carcere - dice molto arrabbiato -. Da quando adesso sono uscito dal carcere c'è il desiderio di avere un lavoro che mi faccia cambiare. Mi stanno aiutando a prendere la terza media. Ho trovato tante porte chiuse e tanta gente che ti fa sentire inutile. Sono stanchissimo di questa vita di strada tremenda dove ti devi difendere da tutto e da tutti. Aiutatemi a non cadere di nuovo". 

A Palermo le persone che vivono ancora in strada o in luoghi di fortuna  o dentro le macchine sono quasi 400. "La manifestazione vuole sensibilizzare soprattutto la cittadinanza a darci una mano. Secondo i dati Istat complessivamente le persone che vivono nei due dormitori pubblici, in Caritas e nella missione di Biagio Conte sono oltre 2mila. Ci sono però ancora centinaia di persone in strada e non possiamo permettere più che qualcuno ci continui a morire - sottolinea con forza Giuseppe Mattina assessore comunale -. A breve, speriamo a gennaio, con il Pon metro di attivare tutti gli strumenti che permetteranno di uscire dall'emarginazione attraverso un accompagnamento complessivo della persona anche con il modello dell'housing first. Inoltre, avremo presto una unità operativa specifica che si occuperà dei senza dimora e che lavorerà in coordinamento con le associazioni che seguono da vicino il tema". "Oggi la prima cosa è quella di muoversi per fare prevenzione per evitare che certe persone si riducano delle larve umane che è poi difficilissimo aiutare. Chi è in strada deve essere aiutato subito perché più ci vive più si perde. Poi occorre ancora di più lavorare insieme per potenziare i servizi - aggiunge Maddalena Rotolo dell'associazione LeAli - che devono essere offerti. Dobbiamo cercare di fare uscire queste persone prima dalla strada e poi dai dormitori a partire dalla possibilità di dare loro un'occupazione lavorativa". All'iniziativa hanno aderito numerose associazioni impegnate nel sociale e in particolare: la Caritas, l'associazione La danza delle ombre, Addiospreco, Anirbas, Missione speranza e Carità, Angeli della notte, LeAli, fondazione Morvillo, Opera Don Calabria, Afsa Sicilia onlus, dormitorio "A casa di Aldo, Insieme per i clocard, Avvocato di strada, Crocerossa, associazione Cammino d'amore, associazione Francesco Perez, Laboratorio Zen Insieme, Cot ristorazione, Apriti cuore, centro di accoglienza Padre Nostro, comunità di Sant'Egidio, associazione Pro.Vi.De. regina della pace onlus, Azione cattolica diocesana, associazione Giacomo Cusmano Italia onlus e associazione Frate Gabriele Allegra onlus. (set)

 

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Tag: Palermo, Senza dimora

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