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Firenze, un accordo per contrastare l’abuso di alcol in discoteca

Protocollo siglato tra prefettura e locali: maggiore responsabilità dei gestori dei locali, cabina di regia per monitorare costantemente la situazione, più formazione per addetti alla sicurezza e barman

02 novembre 2017

- FIRENZE - Più formazione per addetti alla sicurezza e barman, maggiore responsabilità dei gestori dei locali, cabina di regia per monitorare costantemente la situazione. E’ quanto emerge dalla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si tenuta oggi a Palazzo Medici Riccardi allo scopo di prevenire l’uso di sostanze stupefacenti e l’abuso di bevande alcoliche nelle discoteche e nei locali della movida fiorentina.

“Abbiamo voluto fare il punto – spiega il prefetto Alessio Giuffrida che ha presieduto l’incontro - sull’intesa siglata l’anno scorso, anche alla luce del consumo smodato di alcol da parte di molti giovani, fenomeno a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane”.

Molti gli spunti di riflessione e le proposte emersi durante l’incontro, che hanno portato a delineare il futuro percorso di lavoro.  Ferma restando quella stretta sinergia operativa tra le forze dell’ordine e le associazioni e gli operatori del settore, che ha dato finora riscontri positivi nel prevenire le varie situazioni di illegalità dentro e fuori i locali, oggi è stato deciso di puntare ancora di più sulla formazione degli addetti alla sicurezza e del personale adibito alla somministrazione delle bevande alcoliche in modo da avere soggetti sempre più qualificati. Per questo sarebbe utile che le attività formative prevedano anche una specifica preparazione sul fronte psicologico e comunicativo (in modo che gli operatori siano in grado di affrontare le diverse situazioni) e la conoscenza delle lingue straniere. Sarebbe opportuno valutare anche l’inserimento di stage e/o forme di praticantato nei locali prima di conseguire l’abilitazione finale perché l’esperienza sul campo è basilare.

Inoltre il prefetto ha sensibilizzato i gestori perché prevedano, oltre le iniziative già assunte con il protocollo: controlli più severi all’ingresso dei locali per precludere l’accesso a persone già in stato di ebrezza, disposizioni ai barman di non somministrare alcolici a coloro che siano in evidente stato di alterazione e ai minori, monitoraggio in prossimità delle toilettes per evitare lo scambio di droghe.

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