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Uscita da scuola, soli o accompagnati? La risposta (urgente) del parlamento

La proposta di legge presentata da Malpezzi (Pd) contiene, nei suoi due articoli, un’ipotesi di soluzione al problema posto dalla Cassazione: di fatto, torna ai genitori l’ultima parola. Potranno autorizzare la scuola a lasciar uscire i figli da soli, sollevandola dalla responsabilità

03 novembre 2017

ROMA – La ministra chiama, il Parlamento risponde: e i ragazzi delle scuole secondarie potranno (forse) uscire tranquillamente da soli. La proposta di legge presentata da Simona Malpezzi, responsabile Scuola del Pd, già depositata in Parlamento e avviata all’iter di approvazione, contiene una risposta, breve ma decisa, alla richiesta della ministra Fedeli, che nel dibattito sull’uscita autonoma da scuola, richiamava il Parlamento alla necessità di intervenire urgentemente con una legge. Fino a quel momento, scriveva la ministra in una nota ufficiale, le dirigenze scolastiche si sarebbero dovute attenere alle indicazioni della Cassazione. In altre parole: all’uscita di scuola, fino a 14 anni nessuno se ne vada da solo. 

- La proposta “Misure volte a incentivare il processo di autoresponsabilizzazione dei minori di 14 anni, finalizzate a consentire l’uscita autonoma dei minori dai locali scolastici”, che probabilmente prenderà la forma di emendamento alla Legge di bilancio o al decreto fiscale, si compone di un solo articolo, diviso in due commi. Il primo comma prevede che “i genitori esercenti la responsabilità genitoriale e i tutori dei minori di 14 anni, in considerazione dell’età, del grado di autonomia e dello specifico contesto, nell’ambito del gradi di processo di autoresponsabilizzazione, possono autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione a consentire l’uscita autonoma dei minori dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni”. Di fatto, quindi, reintroduce e legittima il sistema delle autorizzazioni (o liberatorie), da tempo in uso presso la maggior parte degli istituti. Il secondo comma affronta invece la spinosa questione della responsabilità di docenti e dirigenti, precisando che “l’autorizzazione di cui al comma 1 esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza”. 

E’ evidente l’intenzione, condivisa da politica, istituzioni scolastiche e famiglie, di arrivare presto a mettere un punto alla questione. Tecnicamente, per abbreviare i tempi e arrivare a un’approvazione rapida, secondo quanto riferito dalla stessa ministra Fedeli, l’emendamento Malpezzi sarà presentato alla Camera in sede di conversione del decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148, il cosiddetto decreto fiscale. In questo modo, diventerebbe legge ed entrerebbe immediatamente in vigore già da metà dicembre. (cl)

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Tag: Autonomia, Valeria Fedeli, scuola

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