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Ancora morti in mare, sono 26 donne le ultime vittime

Sbarco dalla nave Cantabria che ha raccolto nel Mediterraneo 375 migranti, portati al porto di Salerno: con loro anche i corpi senza vita di 26 donne, morte probabilmente nel naufragio del gommone sul quale viaggiavano. Il prefetto: “Una tragedia dell'umanità”

05 novembre 2017

ROMA – La Cantabria, nave spagnola che ha solcato a lungo il Mar Mediterraneo, aveva già in passato portato con sé la disperazione dei migranti. Ma lo sbarco di oggi a Salerno è particolarmente duro, perché con 375 migranti vivi (259 uomini, 116 donne, nove delle quali in avanzato stato di gravidanza) sono arrivati anche i cadaveri di 26 donne, tutte morte durante la traversata dall'Africa verso l'Italia. “Una tragedia dell'umanità”, la definisce il prefetto di Salerno, Salvatore Malfi. Dalle informazioni comunicate finora, i naufraghi erano stati avvistati, a bordo di un gommone in pessime condizioni, da un elicottero levatosi in volo dalla nave spagnola, che partecipa alla missione europea Eunavfor che sta pattugliando il mare per prevenire l’attività degli scafisti.

L'ipotesi più accreditata sulla causa del decesso è l'annegamento, ma è altrettanto chiaro che le autorità avvertono che è ancora troppo presto per esserne certi. "Le donne decedute, di nazionalità presumibilmente nigeriana, sembra fossero a bordo di un gommone dove vi erano anche uomini. Il barcone è affondato e le donne purtroppo hanno avuto la peggio, in quanto soggetti più deboli". Il prefetto tenderebbe a escludere collegamenti con la tratta finalizzata allo sfruttamento della prostituzione: "Le tratte seguono altre dinamiche e altri canali. Caricare le donne su un barcone sarebbe un investimento rischioso che i signori delle tratte non farebbero, potendo perdere la 'merce', come la chiamano loro, in un solo colpo". "Oggi Salerno si prepara con uno spirito diverso rispetto agli altri sbarchi. Abbiamo già avuto altri morti – dice il prefetto - ma su questa nave sarà tutto più complicato, anche come impatto morale. Siamo ancor di più in stretta collaborazione con la procura della Repubblica perché i 26 corpi potrebbero essere 26 omicidi”.

 

 

 

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