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Adottare le aiuole e curare i giardini, a Firenze patto tra cittadini e istituzioni

Se ne parlerà durante gli incontri organizzati dalla Delegazione Cesvot di Firenze nel mese di novembre. L’iniziativa è dedicata a volontari e associazioni

06 novembre 2017

- FIRENZE – Le adozioni di aiuole o giardini, la valorizzazione di edifici pubblici abbandonati, l’organizzazione di eventi culturali: sono tante le possibilità messe sul piatto dai patti di collaborazione e dai regolamenti per la gestione e l’uso dei beni comuni approvati dai Comuni. Se ne parlerà durante gli incontri organizzati dalla Delegazione Cesvot di Firenze nel mese di novembre (ore 16,30): domani, martedì 7 novembre all’Auser Sesto Fiorentino, martedì 14 novembre alla Pubblica Assistenza Campi Bisenzio, martedì 21 novembre alla Misericordia di Lastra a Signa.

L’iniziativa è dedicata a volontari e associazioni, ci sarà modo di presentare, illustrare e confrontare le opinioni sui nuovi strumenti attraverso i quali cittadini singoli o gruppi di cittadini possono organizzarsi e decidere di prendersi cura, valorizzare e rendere fruibili a tutti le risorse e gli spazi pubblici in accordo e in collaborazione con le Amministrazioni comunali del territorio. 
Gli esiti di questa fase di incontri di informazione ed ascolto saranno illustrati e discussi in un incontro pubblico conclusivo che si terrà alla Sala Nesti di Villa Montalvo, a Campi Bisenzio sabato 25 novembre 2017.

Nell’occasione si parlerà anche del primo Regolamento per l’uso e la gestione dei beni comuni del Comune di Firenze, e dei risultati del percorso sperimentale di ascolto e confronto realizzato da Cesvot Firenze nel 2016 con le associazioni fiorentine di Oltrarno. “Un volontario sa quanto la solidarietà sia un mezzo potente per far star bene noi e gli altri – commenta Ivana Ceccherini, presidente Cesvot Firenze – I cittadini sanno che prendersi cura dei luoghi dove viviamo serve alla qualità della vita di tutti. C’è bisogno di persone che si rimbocchino le maniche, che siano cittadini attivi, responsabili e solidali”.

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