:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Olio buono e abbondante: la raccolta solidale fa riscoprire la tutela della vita

Quest'anno vicini e parenti che dovevano raccogliere le olive si sono scambiati manodopera. Una specie di anima agricola è tornata a galla dopo le ubriacature dell’inseguimento al miglior prezzo e all’industrializzazione-commercio. L'analisi di don Albanesi (Comunità di Capodarco)

09 novembre 2017

Quest’anno, nonostante la siccità o forse proprio a sua causa, gli olivi hanno prodotto dell’ottimo e abbondante olio. Le olive erano belle, senza mosche e senza scarti. Le feste del primo novembre e del 2 novembre, giorni dedicati al ricordo dei defunti, sono passati in second’ordine, perché, con il bel tempo, è cresciuta una specie di ansia di raccolta. A fronte di un quintale di oliva l’olio prodotto è stato di quindici/sedici chilogrammi, una buona produzione. E anche il prezzo dell’olio è salito: tra gli otto e i dieci euro a litro.

- Sono ritornati di moda i patti agricoli. Vicini e parenti che dovevano raccogliere si sono scambiati manodopera: io aiuto te e tu aiuti me. Oppure, se questo scambio non era possibile, si sono attrezzate squadre dedite alla raccolta: potando la pianta e raccogliendo olive, metà dell’olio è andato a chi ha prestato manodopera e metà al proprietario.

Patti agricoli che sembravano scomparsi che, nella creatività delle persone, sono tornati di moda, anche se aggiornati. Teli a terra, macchinette raccogli-olive, frantoi di nuova generazione aperti ventiquattro ore per un paio di mesi. Un clima che è riuscito a coniugare qualità del prodotto ed efficienza, senza bisogno di leggi e di interventi della pubblica amministrazione, appellando invece alla tradizione agricola che prevedeva patti verbali, di fatto efficaci quanto e più dei contratti scritti.

Una specie di anima agricola è tornata a galla dopo le ubriacature dell’inseguimento al miglior prezzo e all’industrializzazione-commercio. Se nei supermercati l’olio in bottiglia costa 4-5 euro un motivo ci sarà, hanno ragionato i più. Meglio pensare alla propria salute è stata la riflessione comune, anche perché l’olio, insieme alla farina e al latte è il fondamento di ogni cibo mediterraneo.

E’ stata una coscienza popolare che ha saputo coniugare la consapevolezza ecologica, con un meccanismo di scambio - che sa di baratto - a chilometri zero, senza intermediazioni che gravano sul prezzo finale e incidono sulla qualità. In fondo il programma di Slow Food applicato istintivamente e senza conoscerne l’esistenza e l’azione. Una nota positiva che fa sperare in un futuro dove la qualità della vita sia più tutelata perché, in fondo, la vita stessa è il frutto di scelte quotidiane semplici, efficaci, ma soprattutto salutari.

© Copyright Redattore Sociale

Tag: slow food, Ambiente

Stampa Stampa