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Refettorio Ambrosiano, la mensa solidale più stellata d'Italia

In poco più di due anni sono ben 54 gli chef che hanno cucinato per il Refettorio aperto dalla Caritas nel quartiere Greco a Milano. La sfida: utilizzare solo il cibo donato in quel giorno da aziende e supermercati, che altrimenti verrebbe gettato. Gualzetti, direttore: "Il Refettorio lo abbiamo pensato e realizzato proprio per ribaltare questa logica"

07 novembre 2017

MILANO - Se il refettorio Ambrosiano avesse una bandiera, conterebbe più stelle di quella degli Stati Uniti. Sono infatti ben 54 gli chef stellati che hanno cucinato finora - per la mensa solidale aperta, nel 2015, da Caritas Ambrosiana nel quartiere Greco a Milano. Da chef italiani (e molto noti anche al grande pubblico) come Stefano Bottura, Carlo Cracco o Stefano Oldani (per citare solo alcuni) a maestri dell'alta cucina di altri Paesi e continenti. Questa sera tocca a Viviana Varese, chef del ristorante Alice. Tutti si sono cimentati per una sera nel cucinare per i poveri, utilizzando il cibo donato quel giorno da aziende, supermercati o privati. Cibo donato che altrimenti verrebbe gettato nella spazzatura, pur essendo ancora buono ma con qualche difetto estetico e quindi non più vendibile. "In fondo siamo tutti un po’ ammaccati o anneriti. E nessuno di noi troverebbe giusto essere scartato per questo. Ed è invece quello che succede ogni giorno a causa di quella cultura dello spreco che trasformando persino una delle merci più sacre come il cibo in scarti finisce inevitabilmente per escludere, discriminare ed infine scartare appunto gli uomini, come ha denunciato Papa Francesco nella sua enciclica Laudato si’ – spiega Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana –. Il Refettorio lo abbiamo pensato e realizzato proprio per ribaltare questa logica, perché chi è stato rifiutato venga trattato come il primo degli ospiti, accolto nella sala più bella che abbiamo, da persone che ogni sera cucinano con amore". 

Il Refettorio Ambrosiano offre ogni sera la cena a 90 persone in difficoltà inserite in percorsi di accompagnamento sociale. A preparare i piatti sono una cuoca professionale affiancata da due assistenti.  Ma ogni tanto chiedono di collaborare anche chef blasonati, attirati dal desiderio di poter rendere felice qualcuno con quello che sanno fare meglio. Nel frattempo, il Refettorio ha riaperto anche la sua programmazione di iniziative educative e culturali che si affiancano all’attività assistenziale. Periodicamente, ogni due settimane, si svolgono nel pomeriggio incontri di formazione rivolti agli studenti delle scuole sui temi della lotta alla fame nel mondo, la povertà, gli sprechi alimentari. Il venerdì si tengono invece i laboratori di cucina per gli anziani in cui la condivisione delle ricette della tradizione, la preparazione dei piatti e il pranzo insieme diventano un’occasione per riattivare ricordi, emozioni e sconfiggere la solitudine. (dp)

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Tag: Povertà, Solidarietà

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