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Da "Telefono amico" a "WhatsApp amico": così i volontari aiutano via social

L’idea del Centro Telefono amico di Padova, che dal 2015 è anche “Skype Amico” e da sei mesi anche “WhatsApp Amico”: 200 conversazioni on-line fino ad oggi. Obiettivo: combattere solitudine e disagio. “La scrittura è un mezzo potente per chi ha intenti suicidari: verbalizzare la stanchezza del vivere è più complicato”

11 novembre 2017

ROMA – “Telefono Amico” si fa social. E viaggia anche su WhatsApp. E’ l’ultima idea dei Centri di Telefono Amico Italia, in particolare del Centro di Padova, che dal 1969 “ascolta” chi ha bisogno d’aiuto e di conforto. E da oggi lo fa con uno strumento in più, dedicando a questo scopo un servizio via WhatsApp, che risponde al numero 345 036 16 28.  Obiettivo principale: sostenere chi sta perdendo la speranza, per prevenire i casi di suicidio. In Italia 11 persone al giorno si tolgono la vita, in grande maggioranza uomini (7,6% contro l’1,9 delle donne): le morti per suicidio sono circa 4.300 l’anno, un dato che ci colloca tra i Paesi con i più bassi livelli di suicidialità sia a livello mondiale che europeo, ma che non deve essere sottovalutato. Tanto più che solo il 13% di coloro che si tolgono la vita presenta patologie mentali (soprattutto ansia o depressione), il 5,7% ha una malattia fisica, mentre in oltre l’80% dei suicidi non viene riscontrata alcuna patologia

- L’idea del suicidio, insomma, attecchisce dove c’è paura, preoccupazione, dolore e soprattutto solitudine: per questo, l’obiettivo dei centri di Telefono Amico è quello di promuovere una società in cui le persone non si sentano sole, siano libere di esprimere e condividere i propri sentimenti, possano gestire le proprie reazioni emotive e difficoltà in modo consapevole, riconoscano e rispettino il bisogno di comunicare di tutti. Il compito che questi centri si sono dati è dunque quello di dare a chiunque si trovi in stato di crisi o emergenza emozionale, in qualunque momento, la possibilità di trovare un volontario aperto all’ascolto e al dialogo, strumenti primi di aiuto e di diffondere la “cultura dell’ascolto” ad ogni livello come fattore irrinunciabile del benessere sociale. 

Ora il Centro di Padova ha deciso di affidarsi anche ai social e ai nuovi strumenti di comunicazione: dopo aver lanciato, nel 2015, “Skype Amico”, sei mesi fa ha introdotto Whatsapp Amico: ad oggi, i contatti e le conversazioni on line sono state circa 200, di cui circa un 60% provenienti da donne; la fascia d'età maggiormente interessata è quella 19-35 (45,3%). Le problematiche maggiormente rilevate riguardano un malessere generalizzato verso le situazioni personali di vita, casi di autolesionismo e alcuni casi legati alla sessualità e all'orientamento di genere. Non sono mancati, tra i più giovani, riferimenti al Blue Whale. Per la fascia 36- 55 anni (26,4%) invece prevalgono tematiche legate alla solitudine e a problemi di relazione. 

“WhatsApp Amico è sicuramente un servizio di ascolto innovativo che in questi mesi ha consentito un buon numero di contatti, captando i bisogni di persone che preferiscono chattare anziché telefonare – spiega Antonio Iovieno, presidente di Telefono Amico Centro di Padova - WhatsApp Amico ci ha permesso di capire che la scrittura è un mezzo potente, un veicolo importante per chi manifesta intenti suicidari e che verbalizzare la stanchezza del vivere è più complicato – continua -  E' un dovere di tutti gli enti che forniscono supporto e ascolto adeguarsi alle esigenze comunicative, in continua evoluzione, che la società propone. La nostra esperienza sul campo e il confronto costante coi nostri 60 volontari di Padova ci ha portato a proporre questo servizio pionieristico in Italia. I canali di ascolto tramite mail e chiamata web stanno già dando degli ottimi risultati incrementando i numeri relativi alla chiamata tradizionale. Offrire la possibilità di scrivere anche via WhatsApp – conclude - significa poter raggiungere davvero tutte le fasce d’età: dai ‘nativi digitali’ a chi non ha troppa confidenza col web o non vuole esporsi con il contatto vocale”. (cl)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Telefono amico, Suicidio

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