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"Dialoghi pubblici" per incoraggiare il protagonismo civico dei giovani musulmani

Due world cafè a Milano (29 novembre) e Napoli (4 dicembre) su scuola e libertà religiosa, contrasto alle discriminazioni, solidarietà e attivismo civico. È il progetto Dialoghi pubblici con i giovani musulmani. “Speriamo incoraggi alleanze tra giovani per migliorare la convivenza in tempi difficili”

10 novembre 2017

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- BOLOGNA - Incoraggiare e valorizzare il protagonismo civico dei giovani musulmani, dando loro l’occasione di esprimere la propria voce su temi importanti che riguardano la vita di tutti i giorni, condividerla con altri giovani e farla arrivare alle istituzioni. È l’obiettivo di “Dialoghi pubblici con i giovani musulmani” promosso dal ministero dell’Interno in collaborazione con i dipartimenti di Filosofia, Pedagogia, Sociologia e Psicologia applicata (Fisppa) dell’Università di Padova, l’associazione Sottosopra e le cooperative Baolab e Dedalus.

“Mi occupo di ricerca con i giovani musulmani nati o cresciuti in Italia, in particolare per ciò che riguarda i diritti civili, tra cui la libertà religiosa, e sono impegnata a fare ricerca sociale con i giovani e a promuovere iniziative antirazziste e di contrasto all’islamofobia, che considero una forma di razzismo – spiega Annalisa Frisina, docente di Sociologia dell’Università di Padova e responsabile scientifica del progetto – e quando mi hanno proposto di partecipare al Consiglio sull’islam italiano, creato presso il ministero dell’Interno, invece di redigere dei report sui giovani o organizzare convegni sul tema, ho pensato di creare le condizioni per rendere udibile la pluralità di voci dei giovani musulmani attivi come cittadini di fatto su temi di interesse pubblico e magari invitare rappresentanti istituzionali a dialogare con loro”.
Il progetto è stato approvato ed è stato scelto il metodo partecipativo dei world cafè che consentono di discutere in modo informale e rilassato. “A dispetto di una narrazione egemonica che continua a ritrarre i musulmani come soggetti estranei e nemici, questa iniziativa intende mettere in luce e dare riconoscimento pubblico ai giovani che sono cittadini di fatto e che difendendo i loro diritti si impegnano per i diritti di tutti”. Gli incontri sono in programma a Milano il 29 novembre e a Napoli il 4 dicembre.

Il progetto si rivolge a giovani musulmani tra i 18 e i 30 anni che si autodefiniscano anche musulmani, che siano cresciuti in Italia, che abbiano voglia di dialogare pubblicamente su alcuni temi: quelli scelti sono scuola pubblica e libertà religiosa, contrasto delle discriminazioni, pratiche di solidarietà locali e globali, attivismo civico giovanile, a partire dalla città e che scelgano di autocandidarsi per il progetto (con un breve video di 2 minuti). “La logica non è quella di ricercare una rappresentanza religiosa o dialogare solo con chi fa parte di qualche associazione – spiega Frisina – La prospettiva, poi, è quella della cittadinanza attiva, di chi si impegna quotidianamente per costruire il mondo nel quale vorrebbe vivere”. Ma quali sono le difficoltà che vivono i giovani musulmani in Italia? “In quanto giovani, si trovano a vivere in una società in cui le diseguaglianze sono crescenti e la fiducia che la politica formale sappia dare delle risposte è scarsa – risponde Frisina – Come figli delle migrazioni, sono nella condizione di essere ‘italiani con il permesso di soggiorno’ perché ancora non è stata approvata la riforma della cittadinanza. Infine, in quanto giovani musulmani, sono cresciuti nel dopo 11 settembre, in tempi di guerra globale al terrorismo, dove essere musulmani significa essere sospettati, doversi giustificare per ciò che hanno fatto altri ed essere associati a una religione considerata barbara, immutabile e misogina”. Ciò, continua la docente, “significa subire quotidianamente discorsi che dietro a parole come cultura o religione in realtà perpetuano idee razziste, che ripropongono ancora oggi la superiorità di “noi” europei e occidentali contro l’inferiorità degli ‘altri’”.

Nei world cafè di Milano e Napoli i dialoghi saranno supportati da facilitatori senior (oltre a Frisina, ci saranno 3 membri dell’associazione Sottosopra-Attivare democrazia) e junior (giovani musulmani che vogliono imparare come funzionano questi metodi). Nella mattinata sono previste 2 sessioni autogestite con i giovani e i facilitatori che dialogheranno nei 4 tavoli tematici a cui seguirà la plenaria in cui i portavoce dei diversi tavoli riporteranno ai rappresentanti istituzionali quanto emerso dalle discussioni. “Mi aspetto che a partire da questi eventi, a livello culturale e politico, ci sia una maggiore attenzione verso gli atti di cittadinanza di questi giovani e, più in generale, un maggiore riconoscimento delle istanze che arrivano da parti marginalizzate e invisibilizzate della società civile italiana – conclude Frisina – Come cittadina italiana, non posso che sperare che ciò incoraggi a costruire alleanze trasversali tra questi e altri giovani interessati a migliorare la convivenza civile in tempi difficili. Penso sia utile interrogarci sempre di più su cosa ci renda cittadini, sulle pratiche, l’attivismo civico che ci rende tali, sulla cittadinanza come processo e non come mero status”. Per chi volesse partecipare la call è aperta fino all’11 novembre, info su www.dialoghipubblicigm.it. (lp)

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