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Una app rivolta ai giovanissimi per combattere le dipendenze

L'idea è della cooperativa calabrese Sciabaca. La presidentessa Chiara Fazzari è una delle 4 donne che interverranno al Congresso di Legacoopsociali del 15 e 16 novembre. “Importante dare spazio alle coop giovani, abbiamo tanto da apprendere e bisogno di farci conoscere”

10 novembre 2017

- REGGIO CALABRIA – ‘Wewete’ in lingua maori significa ‘slegarsi’. E non poteva esserci nome più appropriato per un progetto che vuole combattere le dipendenze tra i giovanissimi. “La nostra storia parte con la partecipazione a un bando di CoopStartup Calabria. E siamo risultati tra i 7 vincitori”, racconta Chiara Fazzari, presidentessa della cooperativa Sciabaca. “Siamo ancora molto giovani e stiamo muovendo i primi passi, ma crediamo che Wewete sia un modello innovativo per contrastare le dipendenze. È pensato su misura per i giovani di scuole superiori e primi anni di università”, spiega. Per Fazzari il principale problema quando si parla di dipendenze ai giovani è trovare il giusto approccio. “Di solito, i metodi tradizionali di prevenzione delle dipendenze, come gli incontri frontali in cui ci si limita a raccontare la propria esperienza, risultano essere fallimentari”. 

Wewete prevede l’utilizzo della tecnologia. La cooperativa Sciabaca è al lavoro su un’app in fase di sviluppo. Dopo la sperimentazione fatta nelle scuole, per capire la risposta dell’utenza, sono stati raccolti dati per la realizzazione di un prototipo. “Abbiamo deciso di ispirarci al mondo dei giovani e parlare il loro linguaggio, che è sempre più virtuale. Per questo stiamo sviluppando un’app per smartphone”, dichiara Fazzari. Ma la tecnologia è solo l’inizio: ci sarà, infatti, molta attività ‘offline’. “È un progetto che ha più fasi e per ogni fase sono previste attività per raggiungere l’obiettivo. In questo percorso è fondamentale il ruolo giocato dalla famiglia e dagli amici”. Il programma di prevenzione dell’app si articola in 7 fasi: consapevolezza del problema, riflessione sulle conseguenze della dipendenza, richiesta di aiuto, responsabilizzazione, partecipazione alle attività di gruppo, autocontrollo e ‘problem solving’. Lo sviluppo del progetto non è però privo di difficoltà e la presidentessa lancia anche un appello a chi potrebbe essere interessato a sostenerlo. “È un lavoro che ha dei costi molto elevati: per questo siamo alla ricerca di possibili partner e finanziatori”.  

Chiara Fazzari rappresenterà la sua cooperativa con un intervento al 4° Congresso nazionale di Legacoopsociali, che si terrà il 15 e il 16 novembre a Roma, in particolare parteciperà al panel sulla “visione” del 16 novembre. Un’occasione per porre l’attenzione sulle nuove realtà emergenti. “È importante dare spazio alle giovani cooperative. Non perché abbiamo molto da raccontare rispetto a quelle con una storia più lunga, ma perché abbiamo tanto da apprendere e bisogno di far parlare di noi”. (Alberto De Pasquale)

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Tag: Legacoopsociali, Droghe

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