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Frigoriferi solidali: una scommessa contro lo spreco e la povertà

Attivo a Bari un ambizioso progetto di Kenda Onlus finanziato da un bando di Fondazione con il Sud. Sette frigoriferi e altrettante dispense collocati in quartieri cruciali della città, per favorire condivisione e scambio tra culture

12 novembre 2017

BARI - E le idee non vanno a male. E’ racchiusa in questo efficace slogan tutta la sfida del progetto “Frigo Solidale”, attivo da alcuni mesi in luoghi nevralgici della città di Bari con questi ambiziosi obiettivi: favorire la riduzione dello spreco di cibo e contrastare la povertà attraverso la diffusione della pratica del “foodsharing”, mediante frigoriferi e dispense solidali.
Nato dall’idea dell’associazione Kenda Onlus – impegnata sui temi della cooperazione internazionale e immigrazione – il progetto è tra i vincitori del bando “Con il Sud” promosso dalla Fondazione con il Sud. Rappresenta di fatto un’esperienza di collaborazione tra più comunità con interessi diversi, messe insieme in un intervento comune contro lo spreco alimentare che riesca anche a coniugare inclusione sociale, dialogo tra culture e comunità. Accanto alla capofila Kenda Onlus, infatti, fanno parte della rete del progetto l’Aps Farina 080 onlus, Link- sindacato studentesco, Zona Franca, The Hub e il Comune di Bari - assessorato al welfare.

- All’interno di sei quartieri cruciali della città di Bari sono stati collocati sette frigoriferi – dei quali al momento cinque sono attivi -, ciascuno con altrettante dispense, disponibili per chiunque voglia lasciare o prelevare cibo ancora sano e commestibile ma non ancora consumato, e che diversamente andrebbe sprecato. “Abbiamo condotto uno studio ben preciso, non semplice, sui luoghi dove collocare i frigoriferi e le dispense – spiega Saverio Fanfulla, coordinatore del progetto, volontario di Kenda Onlus -. Al momento cinque dei sette frigoriferi sono attivi e si sono già verificate esperienze di condivisione, con l’uso del frigo o della dispensa a seconda delle caratteristiche del cibo che si ha a disposizione. Il cibo che per svariate ragioni si pensa di non consumare, così, può essere consumato da altri che possono invece averne bisogno, evitando ad esempio una spesa”. I frigoriferi sono aperti all’intera cittadinanza, tranne quello collocato in uno spazio di coworking, riservato quindi a chi condivide lo spazio, e quello a sostegno dello sportello Caritas. Queste le zone dove sono collocati i frigoriferi: The Hub, in viale Volta, presso la Fiera del Levante, dove è attivo uno spazio di co-working; Università degli studi di Bari, Palazzo Ateneo, presso Link sindacato; Zona Franca in via Dalmazia 35; Orizzonti, in via della Felicità, zona di periferia nel quartiere San Pio; parrocchia San Sabino, in via Caduti del ’43 al n.5, a sostegno dello sportello Caritas. Presso la Casa delle Culture, in via Barisano da Trani 15 e presso la Scuola open source-officina degli esordi, in via Crispi 5, sono collocati i frigoriferi che ancora devono essere attivati.

“La difficoltà intrinseca nel progetto è proprio come farlo funzionare cercando di favorire l’utilizzo dei frigoriferi, parlando in qualche modo la lingua di ciascun quartiere, trovando per ciascuno la risposta alla domanda: ‘perché devo andare al frigo?’. E tradurre quindi nella lingua di ciascun quartiere le ragioni della lotta allo spreco”, sottolinea con forza Fanfulla. L’intento dell’iniziativa è infatti ora – in attesa che si attivino i due frigoriferi ancora fermi – comunicare quanto più possibile le condivisioni di cibo che già si sono realizzate, raccontare le varie esperienze, come già viene fatto nella pagina facebook dedicata a “frigo solidale”.
“Esistono anche problematiche di tipo logistico da affrontare – aggiunge il coordinatore del progetto – come pensare alla pulizia, alla manutenzione dei frigoriferi e al controllo dei cibi conservati, compiti che vengono svolti dai volontari delle varie associazioni partner. Non è affatto semplice comunicare il concetto che il frigo è di tutti, e superare la reticenza a consumare del cibo che non è proprio. Per questo è importante raccontare quello che già è stato fatto, condividere le esperienze. Ci attiveremo ad organizzare iniziative di condivisione e convivialità in ogni quartiere, che stimolino la partecipazione e lo scambio tra realtà e culture. Una mamma africana potrebbe avere così l’opportunità di cucinare insieme ad una mamma italiana”.  La pagina facebook di Frigo Solidale infatti sta già raccogliendo le storie di condivisione che mano a mano l’uso dei frigoriferi favorisce; e invita per il 13 novembre alla “colazione sociale” disponibile grazie al frigo solidale disponibile nell’ateneo di Bari, aperto a tutti gli studenti dell'università, pendolari in sede e fuorisede. Disponibile per ulteriori informazioni anche la mail frigosolidale@gmail.com. (sm)

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