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Home visiting contro i maltrattamenti, Cismai: “La prevenzione è più efficace"

Aiuto nella relazione, supporto emotivo e concreto, confronto sull’accudimento. Sono alcune delle dimensioni previste dalle Linee guida sull’home visiting presentate a Roma. Giordano: “Se tempestivo, riduce i casi di maltrattamento”. Cismai punta alla diffusione nei servizi pubblici, enti locali, regioni

13 novembre 2017

- ROMA – Previsto dalla linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità come forma privilegiata di prevenzione dal maltrattamento verso i minori, l’home visiting è un intervento a sostegno della genitorialità. “Se si interviene presto, anche a fine gravidanza, nelle situazioni a rischio come nel caso di madri molto giovani, madri sole, coppie con problemi di dipendenze o in grande isolamento come nel caso di migranti, è possibile prevenire il maltrattamento nei confronti dei figli”, spiega Marianna Giordano di Cismai (Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia) che questa mattina, a Roma, ha presentato le Linee guida dell’home visiting. “Nelle situazioni a rischio, la nascita può essere vissuta non come evento positivo ma come fonte di ulteriore stress – continua Giordano – Per questo la presenza di un’operatore che si reca a casa e aiuta la donna o la coppia nella relazione, dando un supporto emotivo e concreto, è un aiuto immediato, perché la madre non si sente sola di fronte al compito di accudire il bambino, sia in prospettiva: gli studi compiuti in tutto il mondo dimostrano che in caso di home visiting tempestivo i casi di maltrattamento sono meno”. 

Ma come funziona l’home visiting? Si tratta dell’intervento di un operatore, più spesso un’operatrice, che si reca a casa e dà un aiuto alla madre o alla coppia su diversi aspetti della genitorialità. “Può essere un confronto su piccole cose come l’allattamento, il bagnetto o il cambio pannolini – afferma Giordano – ma anche sulla gestione del pianto e sull’accudimento fisico ed emotivo: avere un interlocutore adulto, soprattutto nel caso di madri sole, è importante anche per poter avere uno spazio per sé”. Altri aspetti considerati dalle Linee guida sono la dimensione del gioco, “che deve essere finalizato alla crescita e quindi non solo tv o cellulari”, l’organizzazione dello spazio a misura di bambino soprattutto nel caso di condizioni abitative precarie, l’apertura al territorio, “aiuto ad accedere ai servizi, in particolare a pediatra di famiglia e consultori e non solo al pronto soccorso nel caso di bisogno”, la prevenzione ginecologica per la madre, l’inserimento al nido ma anche il recupero della scolarizzazione per le ragazze che non hanno terminato la scuola per la gravidanza e l’inserimento in un contesto socio-lavorativo. Ora l’obiettivo è la diffusione delle Linee guida tra i servizi pubblici del Terzo settore, negli enti locali e nelle regioni. “La prevenzione ha un costo ma permette di risparmiare su quello dei danni, ad esempio l’istituzionalizzazione del bambino o gli interventi di riparazione in caso di maltrattamento – conclude Giordano – La riparazione ha costi più alti, la prevenzione è più efficace anche in termini economici”. (lp)

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Tag: minori , cismai, maltrattamenti

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