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Cibo avanzato, i volontari: "Donare fino all'ultima briciola"

Progetto "A buon fine", promosso da Coop Lombardia, che distribuisce i suoi prodotti invenduti a onlus ed enti caritativi. Zita Dazzi, giornalista di Repubblica, racconta nel suo nuovo libro, il lavoro di sacerdoti, suore e operatori che ogni giorno distribuiscono i pacchi viveri

15 novembre 2017

- MILANO - "Doniamo quello che abbiamo, fino all’ultima briciola. E sapere che questo serve anche a non sprecare quello che avanza nel supermercato è una soddisfazione in più. Se lo facessero tutti, nel mondo, non ci sarebbe più la fame". Parole semplici, quelle di suor Roberta, religiosa dell'istituto della Riparazione, che ogni giorno, insieme a quasi 80 volontari, garantisce un pasto a centinaia di poveri a Varese. E sono parole che sintetizzano bene il senso del progetto "A buon fine", promosso dal 2007 da Coop Lombardia, che distribuisce i suoi prodotti invenduti a onlus ed enti caritativi, impegnati ad aiutare chi è in difficoltà e fa fatica a mettere insieme il pranzo e la cena. Zita Dazzi, giornalista di Repubblica, racconta nel suo nuovo libro, che prende il titolo dal progetto stesso "A buon fine" (edito da Terre di mezzo e Coop Lombardia), il percorso compiuto dalle eccedenze: dagli scaffali dei supermercati Coop alle mense dei poveri. Solo nel 2016 Coop Lombardia ha donato 900 tonnellate a 80 associazioni. 

È un racconto che dà voce a sacerdoti, suore, volontari e operatori che ogni giorno trasformano cibo in eccedenza (e destinato ad essere gettato) in una preziosa risorsa per chi ha poco o nulla. Dal Refettorio Ambrosiano, dove anche gli chef stellati cucinano per i poveri con il cibo donato da Coop, al circolo di Legambiente di Cormano che distribuisce pacchi viveri: "Non si può voler bene all’ambiente senza voler bene alle persone", spiegano i volontari. Partner del progetto "A buon fine" è Caritas Ambrosiana insieme a numerose parrocchie. Ci sono poi piccole realtà come la Comunità Il Calabrone di Brescia o la cooperative laica Lotta contro l'emarginazione o la Quercia di Mamre di Treviglio:  “È un decennio in cui la gente ha veramente fame -raccontano i volontari di Mamre- Ci sono dentro delle storie terribili, fra questi utenti". Ma c'è anche chi poi supera il momento di crisi e torna per chiedere di fare il volontario: "Sono i piccoli miracoli della vita, a cui crediamo anche noi che siamo laici, con la voglia di aiutare la gente che ha bisogno". (dp)

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Tag: Coop, Povertà, Solidarietà

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