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"Parolamia" regala una biblioteca ai bambini della Bolivia

Consegnati a Potosì i 150 libri raccolti dal fotografo italiano Giovanni Marrozzini per i figli dei minatori di una delle città più alte del mondo: volumi donati dai lettori italiani che hanno acquistato i testi dalla libreria online Hoepli, in cambio di una foto di Giovanni, stampata ad arte

16 novembre 2017

Foto: Giovanni Marrozzini
Bolivia consegna libri Parolamia 2

POTOSI’ (BOLIVIA) - Ardilla ha 13 anni e lavora nella miniera di Cerro Rico per 12 ore al giorno. Il suo futuro ha il sapore penetrante delle polveri che appesantiscono anche le giovani palpebre, e la luce fioca delle lanterne quando cercano di farsi largo nel buio pesto che custodisce il ventre della terra.

Ardilla. Foto: Giovanni Marrozzini
Bolivia consegna libri Parolamia

Ardilla è un bambino boliviano di Potosì, 4.090 metri, città famosa nel mondo anche per le sue miniere, oltre che per l’altitudine. E’ qui che “Parolamia”, il progetto del fotografo marchigiano Giovanni Marrozzini, ha gettato i semi per la costruzione di una nuova biblioteca. 150 i libri donati dai lettori italiani che hanno acquistato i testi dalla libreria online Hoepli, in cambio di una foto di Giovanni, stampata ad arte, firmata e corredata dalla recensione dello scrittore Paolo Di Stefano. “150 volumi, tutti in spagnolo – spiega Giovanni –, che, spero, contribuiscano a migliorare un po’ la vita di questi bambini, spesso orfani o destinati, come Ardilla, a seguire precocemente le orme dei genitori”.

E per aggiungere bellezza al progetto, i pacchi con i libri non sono stati imbarcati sul prima volo ma affidati a un ‘messaggero’ che si è fatto carico di portarli dall’Europa all’America del sud per consegnarli direttamente nelle mani dei responsabili del centro Palaiviri, alla presenza degli alunni della Unidad Educativa Antofagasta. “I soldi che avrei speso per spedire i libri – spiega Marrozzini – li ho trasformati in un biglietto aereo per dare la possibilità a un giovane fotografo di essere ambasciatore di Parolamia e fare un’esperienza umana e professionale di rilievo”. Il messaggero si chiama Bartolomeo Eugenio Rossi, è un giovane fotografo di Udine, ed è anche grazie a lui se pure Potosì, come diverse altre realtà nel mondo, avrà una biblioteca firmata “Parolamia”. Emozioni, stupore e tutta la meraviglia di una prima volta, nel racconto della sua avventura e della consegna. 

Foto: Giovanni Marrozzini
Bolivia consegna libri Parolamia 3

- “Trentotto ore di viaggio, dall’Italia alla Bolivia – spiega Bartolomeo -, ma una volta atterrati in questa terra lo sforzo e la fatica acquistano un sapore diverso: sono dall’altra parte del mondo e lo percepisco nell’aria. Davanti al finestrino del taxi che dall’aeroporto di Sucre mi porta a Potosì scorrono paesaggi stupendi, montagne brulle, distese color arancio e animali liberi, ovunque, pure sul ciglio della carreggiata, incuranti delle macchine che corrono, tanto, e degli automobilisti alla guida che sfrecciano ascoltando musica italiana”.

“Dopo due ore e mezza di taxi arrivo in città – prosegue Bartolomeo - e mi sento catapultato in una metropoli di altri tempi. Le case sono quasi tutte fatiscenti, costruite con mattoni rossi ma lasciate incompiute; il traffico è congestionato nelle piccole stradine del centro e le persone attraversano la strada incuranti delle automobili che suonano in continuazione il clacson. E una volta raggiunta Potosì bisogna fare i conti anche con l’altitudine che trasforma ogni sforzo in una piccola impresa. Dopo pochi passi ho già il fiatone e la testa che scoppia”. 

Foto: Giovanni Marrozzini
Bolivia consegna libri Parolamia 4

“In paese nessuno parla inglese e bisogna arrangiarsi con lo spagnolo. Sono qui per consegnare i libri di Giovanni – sottolinea Bartolomeo - e sono molto emozionato perché mi rendo conto dell’importanza che questi libri avranno nella vita dei ragazzi. Sono felice che sia proprio io a portarglieli da così lontano. Il giorno della consegna arrivo a scuola con le mie due valigie (circa 60 chili in tutto) e subito mi accorgo che non sarà un’impresa facile. I ragazzi mi guardano come un alieno, le segretarie mi scambiano per un rappresentante e mi offrono la possibilità di fare un giro per le classi per vendere i testi. Con l’unica frase utile che mi viene in mente chiedo di poter aspettare il direttore che arriva dopo circa un’ora e mi riconosce subito. Hanno capito chi sono e sono tutti molto grati per quello che sto facendo”. 

Foto: Giovanni Marrozzini
Bolivia consegna libri Parolamia 5

I libri vengono disposti su una scrivania e, dopo la foto ricordo, consegnati ai bambini. “Vedo i ragazzini che li prendono in mano – racconta Bartolomeo -, se li passano, li sfogliano, senza mai smettere di sorridere. La loro felicità è contagiosa e tutto l’ambiente ne sembra impregnato. Missione compiuta. Il ricordo della visita nella miniera è ancora forte, ma riparto con la sensazione di aver fatto una cosa bellissima. Torno a casa con un bagaglio più leggero, ma il cuore e la mente pieni di immagini e sensazioni che non dimenticherò mai”. (Teresa Valiani)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Parolamia

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