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Adozioni, a Firenze il primo servizio italiano per ritrovare la madre biologica

E’ il servizio per le informazioni sulle origini curato dall’Istituto degli Innocenti e finanziato dalla Regione Toscana, attraverso cui i figli adottati potranno risalire alle proprie origini avvalendosi del supporto di un pool di esperti

16 novembre 2017

- FIRENZE – A Firenze arriva il primo servizio in Italia per accompagnare le persone adottate nel percorso di ricerca dei genitori biologici. E’ il servizio per le informazioni sulle origini curato dall’Istituto degli Innocenti. Il servizio, finanziato dalla Regione Toscana, mette per la prima volta a disposizione, della persona che vuole ricercare le proprie origini un team di esperti - consulenti giuridici, psicologi, assistenti sociali, archivisti - in grado di guidare il processo di ricostruzione delle informazioni.

Il Servizio si avvale della collaborazione fra i diversi soggetti del “sistema delle adozioni” toscano, in particolare, il Tribunale per i Minorenni di Firenze e di Genova, ma anche la rete dei Centri Adozioni di area vasta con i quali l’Istituto, attraverso le funzioni di Centro Regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, interagisce per il monitoraggio dei percorsi di informazione e sostegno ai protagonisti dell’adozione.
Il servizio ha il compito principale difornire informazioni e consulenza alle persone interessate alla ricostruzione di storie personali e al reperimento di informazioni sulle origini personali e familiari, ma importante è anche accompagnare, mediare e dare sostegno, anche psicologico, a figli e genitori adottivi e a quelli biologici.

Tra gli obbiettivi anche interventi di formazione rivolti agli operatori del settore delle adozioni come alle famiglie adottive. Parallelamente il servizio attiverà un sistema di raccolta della documentazione, ricerca ed analisi del fenomeno anche attraverso iniziative di confronto ed approfondimento con altre realtà italiane ed internazionali impegnate sul tema e faciliterà i percorsi di accesso consapevole alle informazioni attraverso la costruzione di una rete di riferimento fra i diversi attori istituzionali e non, operanti in questo ambito, anche attraverso il supporto alla definizione di protocolli,  procedure e modelli di intervento.

Le persone interessate a iniziare un percorso di ricerca delle proprie origini avranno la possibilità di rivolgersi a uno “sportello” (da contattare telefonicamente per fissare un colloquio su appuntamento) a cui chiedere le prime informazioni e il primo orientamento. L’équipe specializzata si incontrerà per definire un progetto sulle singole situazioni, senza mai sottovalutare quanto delicata possa essere l’esperienza di venire a conoscenza della propria storia e stabilire un contatto con i propri familiari di nascita.

“All’Istituto degli Innocenti appartiene un patrimonio immenso di informazioni sulle origini e le storie personali dei tanti bambini che hanno vissuto qui – spiega la presidente dell’Istituto degli Innocenti Maria Grazia Giuffrida – ma l’Istituto è anche un ente impegnato in azioni di ricerca e approfondimento sia sul fenomeno adottivo in generale che, in particolare, sul tema delle origini e per questo è il soggetto più adatto a elaborare un modello da valorizzare anche a livello nazionale”.

"Quello della ricerca delle origini è un tema molto delicato e complesso - commenta Stefania Saccardi, assessore al sociale della Regione – I figli adottivi che avevano desiderio di rintracciare le proprie origini e risalire ai propri genitori biologici si trovavano finora completamente soli in questa ricerca. Il servizio, istituito dall'Istituto degli Innocenti mette a loro disposizione un team di esperti in grado di affiancarli e sostenerli in questo percorso. L'Istituto degl'Innocenti è da molti anni un partner istituzionale della Regione Toscana sul fronte delle politiche regionali in materia di sostegno alle famiglie, promozione della genitorialità, tutela dei diritti dei minori, monitoraggio delle condizioni in cui vivono i bambini, gli adolescenti, le famiglie con figli. Ben volentieri quindi abbiamo firmato questo accordo con l'Istituto, per supportarlo nell'attuazione del progetto anche con un sostegno economico".

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