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Infanzia, Istituto degli Innocenti: “Investimenti pubblici tardivi e assistenzialistici”

Il direttore generale Giovanni Palumbo critica le politiche per l’infanzia: “Poca attenzione alla fascia 0-6". La replica di Boschi: "Investiti 209 milioni"

20 novembre 2017

- FIRENZE – “Gli attuali sistemi di welfare sono estremamente squilibrati in favore della popolazione anziana. Così facendo, stiamo compromettendo le prospettive di crescita della comunità e stiamo generando gravi conseguenze in termini di disincentivazione della genitorialità, di aumento delle disuguaglianze economiche e di diminuzione della mobilità sociale”. Giovanni Palumbo, direttore generale dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, critica le politiche per l’infanzia. Una critica aspra che arriva proprio nel giorno del convegno ‘Diritti verso il futuro’, che si è tenuto proprio all’Istituto fiorentino alla presenza del sottosegretario Maria Elena Boschi. 

Secondo Palumbo, “gli investimenti maggiori del Governo riguardano la fascia di età 12-13 anni, ma sono interventi tardivi e assistenzialistici, che hanno una logica riparatoria e non di prevenzione. Una logica che, spesso, interviene troppo tardi quando il recupero non è più possibile”.

Alle parole di Palumbo, ha risposto il sottosegretario Boschi: “Sappiamo che i primi mesi di vita contribuiranno a influenzare il resto della vita dei bambini, per questo abbiamo investito molto sui primi anni. La Buona scuola, dal Governo Renzi in poi, ha puntato sulla fascia 0-6 come elemento formativo fondamentale, con 209 milioni messi a disposizione delle Regioni, che poi li ripartiranno tra i Comuni”. E poi, ha ricordato Boschi, sono stati effettuati “sostegni agli asilo nido e attività di educazione e formazione per bambini fin da piccoli”.

 

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