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La nuova vita nell’orto delle persone con disagio psichico

A Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, le persone con disturbi psichici e i tossicodipendenti hanno trovato nella terra un ambiente terapeutico, oltre che un lavoro part time

21 novembre 2017

Progetto grandi zolle a Bagno a Ripoli 1

FIRENZE – Le persone con disagio psichico e i tossicodipendenti diventano agricoltori, trovano nella terra un ambiente terapeutico, lavorano nell’orto e vendono i loro prodotti - nell’azienda agricola. Imparano un mestiere, coltivando, insieme ai pomodori e alla lattuga, il proprio futuro, la propria autonomia e dignità. A un anno e mezzo dalla sua nascita, il progetto di agricoltura sociale “Grandi Zolle”, rivolto alle persone con disagio psichico e dipendenze e ideato dal Comune di Bagno a Ripoli che lo sta realizzando insieme all'Azienda Usl Toscana Centro, presenta i primi frutti.

L'occasione sarà il convegno “Seminare agricoltura sociale”, in programma venerdì 24 novembre dalle 14 all'Antico Spedale del Bigallo a Bagno a Ripoli (via del Bigallo e Apparita) con l'obiettivo di far conoscere il progetto e la sua esperienza con un incontro che riunisce agricoltori, enti pubblici, operatori soci-sanitari, terzo settore e cittadinanza.

Attualmente sono quattro le persone inserite. Tre ore al giorno, quattro mattine alla settimana, sono impegnate nell'attività agricola sui campi dell'azienda Olivart sul territorio comunale di Bagno a Ripoli, seguite passo dopo passo da un tutor dell'associazione Popular. Ciascuno di loro, lungo il progetto, svolge mansioni disparate durante l'intero arco produttivo, dalla semina alla raccolta dei prodotti dei campi. Ognuno può poi “specializzarsi” in base alle proprie attitudini. Un ragazzo ad esempio è particolarmente portato nelle pulizie e dà un supporto nel tenere in ordine la stanza delle trasformazioni. Qualcuno si specializza nella raccolta, qualcun altro preferisce “fare l'aglio perchè profuma”. E per tutti è una grande soddisfazione quando le persone “comprano gli ortaggi che abbiamo coltivato con le nostre mani”. 

Progetto grandi zolle a Bagno a Ripoli 2

Al momento una persona, un ragazzo poco più che ventenne, giunto al termine del percorso individuale, prosegue nell'ambito di Olivart l'attività agricola con un rapporto di tirocinio. Il progetto, finora, è stato finanziato dalla Città metropolitana di Firenze e dalla Regione Toscana con circa 40mila euro. Le risorse sono servite anche alla realizzazione di una serra che consente di coltivare per tutto l'anno, anche durante i mesi invernali. E alla creazione di un sito internet “Orto Zero Zero” per promuovere la vendita degli ortaggi in cassetta. Tra l'altro, si rifornisce di alcuni prodotti coltivati con “Grandi Zolle” anche la Siaf, la società di ristorazione del Comune di Bagno a Ripoli che prepara i pasti per le mense scolastiche del territorio e non solo. 

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