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Dal 2013 donati 27 milioni di unità di plasmaderivati in tutto il mondo

Le donazioni dei farmaci plasmaderivati, eccedenti rispetto al fabbisogno, sono state rese possibili da dieci regioni. I quasi 27 milioni di unità internazionali di fattori della coagulazione sono stati esportati in Afghanistan, Albania, Armenia, India e Serbia. In futuro gli interventi verranno estesi anche a Palestina, Kosovo, Egitto, El Salvador e Bolivia

22 novembre 2017

- ROMA – Dal 2013 quasi 27 milioni di unità di farmaci, ottenuti dal plasma dei donatori italiani, sono stati messi a disposizione dei pazienti con emofilia di Paesi in difficoltà. L’importante traguardo è stato raggiungo nell’ambito dei progetti internazionali coordinati dal Centro Nazionale Sangue ed ha visto coinvolte dieci regioni nel quadro dell’Accordo Stato Regioni del 7 febbraio 2013, che promuove gli accordi di collaborazione per l’esportazione di medicinali plasmaderivati a fini umanitari e lo sviluppo delle reti assistenziali nei Paesi coinvolti. Le attività di cooperazione attuali e le loro prospettive future sono stati i temi centrali della tavola rotonda organizzata oggi a Roma da FedRed Onlus e Fondazione Emo, le associazioni dei pazienti emofilici delle Regioni Emilia Romagna, Marche e Umbria, con la collaborazione del Centro Nazionale Sangue - Istituto Superiore di Sanità. 

I quasi 27 milioni di unità internazionali di fattori della coagulazione sono stati esportati in Afghanistan, Albania, Armenia, India e Serbia. In futuro gli interventi verranno estesi anche a Palestina, Kosovo, Egitto, El Salvador e Bolivia. Alla presenza dei Viceministri alla Salute di Palestina e Kosovo, la Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, la Senatrice Emilia Grazia De Biasi ha affermato: “Ci rivolgiamo a paesi in guerra, vittime di embarghi, con problemi giganteschi, il sangue è la materia vitale per eccellenza, la possibilità di donare i farmaci è la possibilità di dare la vita a persone che rischiano la vita tutti i giorni”. 

“Le donazioni dei prodotti plasmaderivati - ha sottolineato il direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Maria Liumbruno - servono ad assicurare una risposta efficace alle necessità terapeutiche di quei pazienti che altrimenti, in caso di bisogno, non avrebbero adeguato accesso alle cure”. In linea con quanto sancito dall’Accordo Stato Regioni, sono stati presentati i programmi di supporto all’organizzazione dei sistemi trasfusionali dei Paesi destinatari degli interventi, nonché alla progettazione ed implementazione di reti assistenziali per i pazienti affetti da emofilia e da malattie emorragiche congenite (MEC), con particolare riguardo a Palestina e Albania.
“Il volontariato organizzato, come espressione di solidarietà sia da parte dei donatori di sangue e plasma sia dei pazienti, in questo caso affetti da emofilia e altre malattie emorragiche congenite” ha concluso Walter Orlandi, Direttore Generale della Salute della Regione Umbria.
 

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