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"Una pena più dolce…": i futuri pasticceri nascono in carcere

Il corso, realizzato con il sostegno del Csv, nasce nell’Istituto penitenziario di Foggia che formerà 15 detenuti con l’obiettivo di un loro reinserimento lavorativo e sociale. E non sarà l’unico: altri percorsi sono in incubazione “La formazione allenta la tensione ed è importante per umanizzare la pena”

22 novembre 2017

- Un laboratorio di pasticceria in carcere come scuola di mestiere e di vita, che possa creare nuove figure professionali che possano lavorare anche all’esterno.  È questo l’obiettivo del progetto “Una pena più dolce…”, iniziato oggi e presso l’Istituto Penitenziario di Foggia.
Quindici detenuti acquisiranno le nozioni di base dell’arte pasticcera con un corso di 60 ore tenuto da Claudio Zingaro, un docente d’eccezione che ha partecipato a trasmissioni televisive ed è impegnato in numerose attività di beneficenza.

Il progetto, realizzato con il supporto del Csv di Foggia, intende porre le basi per il reinserimento lavorativo e sociale fuori dal carcere delle persone che scontano una pena. “Questo è il primo percorso che viene realizzato, altri sono in incubazione e speriamo possano vedere presto vedere la luce, con l’obiettivo di esternalizzare ciò che ora viene fatto all’interno dell’istituto”, spiega Luigi Talienti, tutor e motore del progetto.
“La formazione può essere utile per allentare la tensione e l’ incontro dei detenuti con le persone esterne al carcere affievolisce il loro senso di abbandono, con ricadute positive anche sulla sicurezza interna - continua Talienti -. Si tratta di una funzione molto importante nel processo di umanizzazione della pena, aspetto che resta indispensabile”.

Lavorare in carcere è quindi un’opportunità che mette alla prova non solo i detenuti, istituzioni e operatori.  L’esperienza dell’Istituto penitenziario di Foggia verrà presentata nel corso di un convegno, organizzato dal Centro provinciale istruzione adulti “Cpia1”, in programma il prossimo dicembre. 

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