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Arresto cardiaco, una app allerta i soccorritori nelle vicinanze

Ogni anno una persona su mille in Emilia-Romagna ha un arresto cardiocircolatorio. Con Dae RespondER, i defibrillatori semiautomatici sono a portata di click. Venturi: “Uno strumento salvavita in più, utile a velocizzare i soccorsi. È la prima app in Italia integrata con il 118 regionale”

23 novembre 2017

- BOLOGNA – Un sistema di allertamento delle persone, che include anche la localizzazione dei defibrillatori semiautomatici disponibili sul territorio. È la app DAE RespondER realizzaa dal Sistema 118 e finanziata dalla Regione con 127 mila euro, a cui se ne aggiungono altri 30 mila della Fondazione Del Monte. Come funziona? L’applicazione consente a chiunque si registrato (DAE First Responder) di essere allertato nel caso in cui la Centrale operativa del 118 identifichi un sospetto arresto cardiaco nell’area per cui l’utente ha dato la disponibilità a intervenire. Consente, incoltre, di localizzare il DAE più vicino, per poterlo recuperare e portarlo dove si trova la persona colpita. Uno strumento molto utile se si pensa che ogni anno in regione 1 persone su mille viene colpita da arresto cardiocircolatorio e che un intervento tempestivo, con le prime manovre di rianimazione e l’impiego dei defibrillatori semiautomatici esterni può essere decisivo: defibrillare entro 3-5 minuti dall’inizio dell’arresto può consentire la sopravvivenza del paziente nel 50-70% dei casi. “Nel panorama nazionale questa è la prima app integrata con il sistema 118 attivo a livello regionale – ha detto Sergio Venturi, assessore regionale alle Politiche per la salute – Siamo molto orgogliosi perché è uno strumento salvavita in più, che non sostituisce il 118 ma entra a tutti gli effetti nella catena del soccorso e consente di velocizzarla. Naturalmente – ha aggiunto – oltre all’intervento umano serve la strumentazione: per questo ringrazio i proprietari di defibrillatori semiautomatici che hanno già messo o metteranno a disposizione le proprie attrezzature: voglio ricordare anche che come Regione abbiamo stanziato 100 mila euro per dotare gli impianti sportivi di defibrillatori perché investire sulla sicurezza è un dovere, soprattutto quando si tratta di salvare vite”. 

Una app multifunzione. DAE RespondER (strumento informatico integrato con le 3 centrali operative del 118 della regione ovvero Emilia Ovest, Emilia Est e Romagna) ha l’obiettivo di ridurre i tempi di intervento sui codici blu ovvero casi presunti di arresto cardiocircolatorio che si verificano in regione. Quando una persona è colta da malore, i presenti chiamano il 118. Sugli smartphone dei DAE First Responder registrati nel sistema arriva una notifica, con cui si avvisa che la Centrale Operativa 118 ha registrato un probabile arresto cardiocircolatorio nelle loro vicinanze. I DAE First Responder aprono la App e visualizzano le informazioni di base, quali la propria distanza dall’evento e dal defibrillatore. Per confermare alla Centrale Operativa 118 la propria disponibilità a intervenire, basta premere sul display “Posso intervenire” senza eseguire alcuna chiamata. Il sistema accetta la disponibilità e guida il DAE First Responder al recupero del DAE nelle vicinanze per portarlo sul luogo dell’evento; nel frattempo la Centrale Operativa 118 può seguire sul proprio cartografico il DAE First Responder in avvicinamento.  Arrivato sul posto con il defibrillatore, il DAE First Responder – in contatto telefonico con l’operatore del 118 – eseguirà le operazioni di soccorso. Attualmente sono registrati alla App oltre 300 DAE First Responder sparsi in tutto il territorio emiliano-romagnolo.

Il registro regionale dei defibrillatori semiautomatici esterni. La Regione Emilia-Romagna ha predisposto un portale unico per il censimento e la localizzazione dei DAE presenti sui territori provinciali. Tutti i soggetti pubblici o privati che posseggono o dispongono di un defibrillatore, hanno l’obbligo di comunicarlo alle Centrali Operative 118 di riferimento. Attualmente, sono registrati più di 1.500 DAE; a regime, si dovrebbe superare quota 2000.

Il primo utilizzo della app. Lo scorso settembre un 70enne stava camminando in via Galliera a Bologna, quando all’improvviso si è accasciato a terra. L’uomo è stato soccorso con il massaggio cardiaco dal titolare di un negozio vicino e defibrillato con il DAE portato da un tassista Cotabo, arrivato sul posto grazie all’app DAE RespondER, già in dotazione ad alcuni conducenti di “auto bianche”. Ai soccorsi ha partecipato anche un agente della Polfer libero dal servizio. L’anziano è stato rianimato e stabilizzato in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118, che lo ha trasportato al Sant’Orsola in buone condizioni. (lp)

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Tag: salute, app

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