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Terreni abbandonati al Sud: arriva il bando che dà lavoro ai giovani

È la nuova sfida lanciata dalla Fondazione con il Sud. Pronti 3 milioni di euro, grazie anche a Enel Cuore destinati a organizzazioni del terzo settore. Tra gli obiettivi anche l'inclusione sociale e lavorativa di persone in condizione di disagio. Il ministro Martina: “Col bando nuove possibilità di sviluppo"

23 novembre 2017

- ROMA - Dare nuova vita ai terreni agricoli incolti, abbandonati o non adeguatamente utilizzati del Sud Italia creando nuove opportunità per i giovani e anche inclusione sociale. È questa la nuova sfida lanciata dalla Fondazione con il Sud che nella sua sede romana ha presentato oggi il bando Terre colte alla presenza del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina. Il nuovo bando, pubblicato sulle pagine web della Fondazione, è rivolto alle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia e mette a disposizione 3 milioni di euro di cui due messi a disposizione dalla Fondazione con il Sud e uno da Enel Cuore. Le proposte potranno essere presentate entro il 23 febbraio da organizzazioni del terzo settore in partnership con altre realtà non profit ma anche con istituzioni, università, enti di ricerca e imprese profit. L’obiettivo è la valorizzare dei terreni inutilizzati “rivitalizzando la tradizione legata all’agricoltura e all’allevamento in queste regioni, anche attraverso l’inclusione sociale e lavorativa di persone in condizione di disagio offrendo nuove opportunità per i giovani e favorendo l’introduzione di innovazioni tecnologiche colturali”. 

Dal ministro Martina la piena disponibilità a supportare l’iniziativa. Una “disponibilità determinata dal fatto che noi abbiamo un potenziale formidabile di sviluppo del nuovo modello agricolo italiano - ha spiegato il ministro - in particolare nelle regioni del mezzogiorno se costruiamo insieme concretamente questi spazi di protagonismo che uniscono in forme nuove il primario e la dimensione del welfare”. Secondo il ministro, inoltre, questa iniziativa “apre nuove possibilità allo sviluppo di un modello agricolo innovativo e inclusivo nelle aree del Mezzogiorno. In questi territori l’agricoltura si sta dimostrando un pilastro cruciale non solo dal punto di vista economico, ma sotto il profilo occupazionale, sociale ed ambientale. Nell’ultimo anno i giovani impegnati in agricoltura nel Sud sono cresciuti del 13 per cento, un dato molto importante, perché ci parla di futuro”. E proprio al Sud, ha aggiunto Martina, c’è ancora molto da fare. “C’è un potenziale inespresso che abbiamo il dovere di fare esprimere - ha affermato il ministro -. Tutto quello che va nel senso di un’apertura di opportunità noi lo dobbiamo incoraggiare”. Per Martina, inoltre, il Sud rappresenta una “palestra fondamentale di questa nuova interazione tra tre grandi questioni: la sfida generazionale, i nuovi modelli di welfare di protezione e promozione sociale e il primario che si reinventa. Questo bando è una chiave che apre la porta di un lavoro nuovo che dobbiamo fare in particolare in queste regioni”. 

Una iniziativa che, per la Fondazione con il Sud, inaugura un percorso del tutto nuovo, come ha spiegato Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione. “Con questo bando mettiamo un nuovo anello alla catena del nostro intervento che coniuga sviluppo e valorizzazione dei beni comuni - ha spiegato Borgomeo -. Siamo convinti che il tema sia strategico per il futuro del Mezzogiorno perché riguarda la proposta di un modello di sviluppo realmente sostenibile per il nostro Sud”. Per ogni progetto verranno stanziate risorse per un massimo di 500 mila euro e le proposte potranno prevedere, oltre alle attività di coltivazione e di allevamento, anche iniziative di tipo artigianale, commerciale, sociale, turistico-ricettivo, purché strettamente connesse e accessorie a quelle di carattere agricolo, ha spiegato il direttore generale Marco Imperiale. “Il soggetto responsabile del progetto deve essere del terzo settore e date le risorse messe a disposizione ci aspettiamo di sostenere circa 6-8 progetti - ha aggiunto Imperiale -. Inoltre, è richiesto un cofinanziamento minimo del 20 per cento da parte dei proponenti e la durata del progetto è compresa tra 24 e 48 mesi”. I terreni incolti, infine, potranno essere messi a disposizione da privati o enti “con un contratto che abbia una durata minima di 10 anni - ha aggiunto Imperiale - e che prevedano un periodo iniziale di 5 anni non oneroso o con un canone d’affitto puramente simbolico. Infine che sia previsto il diritto di recesso non oneroso per il conduttore.  È ovvio che ci attendiamo dei proprietari particolarmente motivati perché devono rinunciare per un periodo abbastanza lungo alla remunerazione e quindi significa che aderiscono in qualche modo al progetto ed entrano in un sistema che definiamo di fiducia tra i soggetti che partecipano a questi progetti”.

Che sia una sfida possibile lo dimostrano le esperienze sul campo già avviate in questi anni. Come quella di VàZapp', il primo Hub Rurale nato in Puglia, in provincia di Foggia, da alcuni giovani agricoltori per creare un luogo di condivisione, formazione e relazioni attorno al tema dell’agricoltura. Giovani agricoltori di Capitanata che hanno contribuito alla realizzazione del bando della Fondazione con il Sud. “Oggi condurre un terreno non è qualcosa di scontato - ha spiegato Giuseppe Savino, fondatore di VàZapp' -. Laddove c’è cultura sappiamo che l’agricoltura prende uno slancio di iniziativa, di produttività, ma anche di innovazione. Terre colte come accolte, prese perché  si co-crea qualcosa di importante, ovvero quello che mangeremo. Terre riaccolte, che sono state ai margini che adesso diventano opportunità di futuro per i giovani, terre condotte con intelligenza. Progetti che vanno a ridare dignità alle terre, agli agricoltori e ai giovani che praticano l’agricoltura su queste terre”. Per Savino, dare nuova vita a terreni incolti e abbandonati non è impossibile, ma bisogna “spronare le realtà - ha aggiunto -. I terreni ci sono. In alcuni casi sono del mondo della Chiesa, delle Fondazioni. Ce ne sono tanti. Bisogna creare quell’occasione dove chi mette a disposizione i terreni concretizza che anche attraverso la condivisione di quel terreno sta facendo quel che è previsto nel proprio statuto, nella propria mission. Condividere per moltiplicare. Non è una perdita”. Agricoltura che ancora una volta diventa opportunità per il territorio, soprattutto per i suoi giovani. Ma serve un nuovo approccio. “Se il ritorno alla terra prevede la pratica del vecchio non è un ritorno facile - ha concluso Savino -, perché oggi l’agricoltura più che di giovani che si alzano alle 5 ha bisogno di giovani che vadano a dormire a mezzanotte. Giovani che riescono ad armonizzare lo stare nella terra, la manualità, con la capacità di comunicare quello che fanno”. (ga)

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Tag: Terzo settore, Fondazione con il Sud, giovani

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