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Verso la Giornata della pace, il Papa: "Accogliere i migranti senza paura"

È dedicato a “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace” il tema del messaggio di papa Francesco per la celebrazione della Giornata mondiale del 1° gennaio 2018. "Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anziché costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia”

24 novembre 2017

ROMA - È dedicato a “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace” il tema del Messaggio di papa Francesco per la celebrazione della 51a Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2018. Pur essendo stato reso noto oggi, il Messaggio porta la data ufficiale del 13 novembre scorso, ricorrenza liturgica di santa Francesca Saverio Cabrini, Patrona dei migranti.

La presentazione è avvenuta nel corso di un conferenza stampa presso la Sala stampa vaticana, cui hanno partecipato il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, don Bruno Marie Duffé, Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, monsignor  Silvano Maria Tomasi, Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, padre Michael Czerny, s.j., Sotto-Segretario della Sezione Migranti e Rifugiati, insieme a Andrea Iacomini, Portavoce di Unicef Italia, e padre Ismael Jose Chan-Gonzaga, s.j., professore di legge all’Università dell’Ateneo di Manila e alcuni migranti e rifugiati.

“I conflitti armati e le altre forme di violenza organizzata continuano a provocare spostamenti di popolazione all’interno dei confini nazionali e oltre”, ricorda papa Francesco, per il quale le persone migrano anche per altre ragioni come “il desiderio di una vita migliore, unito molte volte alla ricerca di lasciarsi alle spalle la ‘disperazione’ di un futuro impossibile da costruire, “per ricongiungersi alla propria famiglia, per trovare opportunità di lavoro o di istruzione”, nonché per fuggire “la miseria aggravata dal degrado ambientale”.

Francesco sottolinea poi come “in molti Paesi di destinazione si è largamente diffusa una retorica che enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza dei nuovi arrivati, disprezzando così la dignità umana che si deve riconoscere a tutti, in quanto figli e figlie di Dio. Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anziché costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia”. “Tutti gli elementi di cui dispone la comunità internazionale indicano che le migrazioni globali continueranno a segnare il nostro futuro. Alcuni le considerano una minaccia. Io, invece, vi invito a guardarle con uno sguardo carico di fiducia, come opportunità per costruire un futuro di pace”, aggiunge in merito il Pontefice.

Il Papa chiede poi di osservare il fenomeno delle migrazioni “con sguardo contemplativo”, per scoprire come i migranti “non arrivano a mani vuote: portano un carico di coraggio, capacità, energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro culture native, e in questo modo arricchiscono la vita delle nazioni che li accolgono”. “Questo sguardo contemplativo saprà guidare il discernimento dei responsabili della cosa pubblica, così da spingere le politiche di accoglienza fino al massimo dei ‘limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso’, considerando cioè le esigenze di tutti i membri dell’unica famiglia umana e il bene di ciascuno di essi”, aggiunge il Pontefice.

Papa Francesco riprende poi i 4 verbi già proposti in occasione della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (14 gennaio 2018) reso noto lo scorso agosto: “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. “‘Accogliere’ richiama l’esigenza di ampliare le possibilità di ingresso legale” – dettaglia il Papa - , “‘proteggere’ ricorda il dovere di riconoscere e tutelare l’inviolabile dignità di coloro che fuggono da un pericolo reale”, ‘promuovere’ “rimanda al sostegno allo sviluppo umano integrale di migranti e rifugiati” e ‘Integrare’ “significa permettere a rifugiati e migranti di partecipare pienamente alla vita della società che li accoglie, in una dinamica di arricchimento reciproco e di feconda collaborazione nella promozione dello sviluppo umano integrale delle comunità locali”.

Al termine del Messaggio il Papa torna a sollecitare la comunità internazionale a fare dei passi concreti in tal senso, a partire dalla “definizione e approvazione da parte delle Nazioni Unite di due patti globali, uno per migrazioni sicure, ordinate e regolari, l’altro riguardo ai rifugiati. In quanto accordi condivisi a livello globale, questi patti rappresenteranno un quadro di riferimento per proposte politiche e misure pratiche”.

Il tema “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace” farà da riferimento anche alla 50a Marcia della pace promossa dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei, da Pax Christi Italia, da Caritas Italiana e dall’Azione Cattolica italiana, che si svolgerà il prossimo 31 dicembre a Sotto il Monte (BG), paese natale del santo Papa Giovanni XXIII. “Ritorniamo a Sotto il Monte dove si tenne, 50 anni fa, la prima marcia organizzata da Pax Christi, nella città natale di Papa Giovanni XXIII, il Papa del Concilio e della Pacem in Terris”, ha spiegato mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi. (FSp) 

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