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Disabilità e sport, Giusy Versace: “In Italia per molti è ancora un lusso"

L’atleta e ballerina presenta a Bologna lo spettacolo "Con la testa e con il cuore si va ovunque" per raccontare il suo incidente con ironia. Parte dell’incasso andrà alla sua onlus Disabili No Limits. Al Teatro Duse il 29 novembre

24 novembre 2017

- BOLOGNA – “Tutti dovrebbero avere la possibilità di svegliarsi e provare a fare sport, non necessariamente a livello agonistico. Purtroppo in Italia non è un diritto dei disabili: per molti è ancora un lusso”, dice Giusy Versace. L’atleta paralimpica e ballerina ha presentato a Bologna lo spettacolo “Con la testa e con il cuore si va ovunque”, tratto dall’omonima autobiografia del 2013 e in scena mercoledì 29 novembre al Teatro Duse. Parte degli incassi della serata e delle vendite del libro a termine dello spettacolo, saranno devoluti alla sua onlus Disabili No Limits, attiva dal 2011 per regalare possibilità di fare sport a chi pensava di non averne più. “Lo sport fa bene a tutti, ma per chi vive una disabilità ha un valore aggiunto. Il disabile non deve vergognarsi, lo sport è l’occasione per uscire di casa e aumentare la propria autostima”, spiega Versace. E la storia dell’atleta di Reggio Calabria dimostra come sia possibile raggiungere risultati inaspettati. “Un giovane disabile che vuole iniziare a fare sport ci deve credere. Se 10 anni fa mi avessero detto che avrei vinto una medaglia d’argento e una di bronzo agli europei e disputato una finale olimpica, non avrei mai scommesso su di me”, ammette. 

Con gli sforzi della sua onlus è stato possibile regalare un braccio a un ragazzo amputato, protesi per gli arti inferiori, una bicicletta a pedalata assistita, sedie per la scherma in carrozzina e stampelle ultraleggere. “Lo Stato copre solo una parte della spesa per queste attrezzature, il resto è a carico delle famiglie. Noi vogliamo rendere le persone il più autonome possibile”, fa presente Versace. Dopo Roma, Milano e Venezia, l’arrivo dello spettacolo a Bologna ha per Giusy Versace un sapore particolare. “Bologna mi ha un po’ adottata. Qui ho mosso i primi passi dopo l’incidente, al Centro protesi Inail di Budrio. Nello spettacolo ci sarà un momento in cui un coro di 18 voci sarà diretto da Andrea Nobili, il tecnico ortopedico che mi ha aiutato”, racconta l’atleta. 

Giusy Versace e Daniele Stefani
Giusy Versace e Daniele Stefani

Lo spettacolo affronta la rinascita dopo l’incidente automobilistico del 2005 in cui perse entrambe le gambe. Dopo aver trattato la propria storia in un libro, il passaggio a teatro: “Non lo rileggevo da anni, facevo fatica. Il regista mi ha costretto a riprendere le pagine più difficili. C’era bisogno di emozionare senza emozionarmi”. Il racconto, che si annuncia sofferto, ma anche molto ironico, è rivolto a grandi e piccoli. “C’è chi si chiede se lo spettacolo sia adatto ai bambini, ma io parlo soprattutto delle cose belle che mi sono successe e poi i bambini non hanno filtri e pregiudizi”, dice. Proprio i più giovani (gli under 18 avranno un biglietto ridotto a 15 euro) sono al centro dei suoi prossimi progetti, tra cui l’adattamento a fiaba per bambini della sua autobiografia e un nuovo progetto teatrale sul “Mago di Oz”, per unire disabilità e magia. “Sarò Dorothy e invece che le scarpette avrò protesi magiche”, scherza. (Alberto De Pasquale)

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Tag: Disabilità, Sport, Giusy Versace

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