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Il carcere dove c’è sempre qualcosa da fare per tutti i detenuti

Nella casa circondariale di Baldenich a Belluno lavora l’80% dei reclusi e si svolgono molte attività ricreative, tra cui una rivista finanziata dal Csv. Coinvolgendo cinque associazioni di volontariato, cooperative sociali, docenti e dieci aziende

27 novembre 2017

- Cinque associazioni di volontariato, un gruppo di docenti del Centro provinciale istruzione per adulti (Cpia), la fondazione Esodo, la Caritas diocesana di Belluno-Feltre, tre cooperative sociali e una decina di aziende. Sono questi i numeri della piccola grande rete creata per dare occupazione, sollievo e motivazione agli ospiti della Casa circondariale di Baldenich a Belluno.
L'ultimo tavolo convocato dalla direzione del carcere e coordinato dalla capoarea educativa è stata una preziosa occasione per gli operatori esterni di incontrarsi e raccontare le attività svolte nel corso del 2017, anche in vista della programmazione del prossimo anno. Il lato più interessante è stato indubbiamente relativo alle attività “ricreative”, ovvero tutte quelle che parallelamente al lavoro, che oggi impiega quasi l'80 per cento dei detenuti, offrono momenti di svago e di crescita alle persone recluse.

L'associazione Il Tralcio di Tambre è attiva da diversi anni nella piccola sezione transessuali con un gruppo di lettura e un cineforum, momenti di confronto settimanale sui temi più disparati, a cui le ospiti rispondono con grande attenzione e partecipazione. A luglio ha avviato una collaborazione con l’associazione Jabar, che da metà del 2014 tiene un corso settimanale di informatica nella più ampia sezione maschile, strutturato sulle varie competenze dei partecipanti, dall'alfabetizzazione digitale fino al linguaggio HTML.

Nello stesso contesto è nata un anno fa una piccola redazione branca del corso che si occupa di pensare, scrivere e organizzare la rivista semestrale “Sconfinamenti”, stampata grazie a un finanziamento del Csv di Belluno per portare fuori spunti e riflessioni sui temi della privazione della libertà, della legalità e della rieducazione. Dalla collaborazione tra le due associazioni è nato il nuovo progetto “Liber libri”, un percorso di lettura critica di alcuni titoli selezionati sulla base degli autori che si prefigge l'obiettivo di far incontrare i lettori e gli scrittori. La prima presentazione in carcere si è svolta il 6 ottobre con la partecipazione straordinaria dell'autore romano Edoardo Albinati (premio Strega 2016), molto apprezzata e partecipata. Da maggio Jabar ha preso sede al primo piano della Casa del volontariato e sta intessendo un'importante collaborazione con il Csv per integrare una parte di servizi alla persona marginalizzata, a partire dalle consulenze alle famiglie dei detenuti a Belluno.

C'è poi il Csi di Belluno che da oltre un anno organizza corsi di pallavolo, basket e ora calcetto nei sabati pomeriggio di bel tempo in un piccolo quadrilatero di cemento nel cuore della struttura. E ancora il gruppo San Francesco coordinato dal cappellano padre Olindo, che raggruppa anche alcuni volontari della Società San Vincenzo de' Paoli bellunese per raccogliere indumenti da donare agli indigenti, tenere incontri di catechesi e dal prossimo anno proporre anche un corso di chitarra. Nel 2018 saranno riconfermate tutte le attività in corso, con l'auspicio che assieme al lavoro torni anche il bisogno di rimettersi sui banchi di scuola. (Francesca Valente)

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