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Firenze, le storie dei profughi diventano un fumetto

Il fumettista Simone Pieralli ha partecipato ad alcuni incontri e ha ascoltato ogni persona passata per gli uffici del Centro Paci di Firenze, davanti o dietro alle scrivanie, che ha lasciato un pezzetto della sua storia

27 novembre 2017

- FIRENZE – Le storie dei profughi e degli operatori dei centri di accoglienza diventano un fumetto. Sono i racconti raccolti al centro Paci di Firenze dal fumettista Simone Pieralli, che ha partecipato ad alcuni incontri e ha ascoltato “ogni persona passata per quegli uffici, davanti o dietro alle scrivanie, che ha lasciato un pezzetto della sua storia”. Tutto questo è stato poi trasformato dalla matita di Pieralli in un racconto costruito con ironia.

I disegni raccontano la difficile ricerca di un lavoro adatto a ogni uccello migratore, l’impegno dei panda nel districarsi con la burocrazia per rispondere ai bisogni delle persone assistite, l’incontro con altre culture, le buone pratiche dell’accoglienza, le esperienze di riscatto e di ripartenza dopo la fuga da guerre e persecuzioni: “Il fumetto, che parla solo attraverso il disegno, è passato di mano in mano, ha raggiunto anche a chi parla altre lingue, è servito a strappare un sorriso ai protagonisti delle storie”, spiega ancora il fumettista.

Simone Pieralli fumetto migranti

Il progetto si chiama “Paci. A true story”, condensato di un lavoro di accoglienza e integrazione che va avanti da sette anni del centro di via Caccini, gestito dalla Cooperativa Il Cenacolo aderente al Consorzio Co&So che in questi anni è riuscito a garantire al 70 % degli ospiti il raggiungimento dell’indipendenza, attraverso il lavoro e l'alloggio.

“Dall’inizio della sua attività, il centro situato nel complesso della Madonnina del Grappa ha accolto oltre 500 persone - spiega il direttore Mauro Storti -  Il percorso di accoglienza e integrazione prevede corsi di italiano, inglese e alfabetizzazione informatica, orientamento al lavoro e assistenza socio-sanitaria. L’obiettivo è rendere i migranti persone autonome e integrate nella società, sia dal punto di vista abitativo che economico. Ogni anno gli inserimenti lavorativi sono in media 45”.

 

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