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Fondo per i neomaggiorenni fuori famiglia, "giornata storica"

La Commissione Bilancio ha approvato l’emendamento che istituisce un fondo triennale di 15 milioni di euro per l’autonomia dei ragazzi che escono da percorsi in comunità, affido, casa famiglia. Soddisfatte le associazioni. Zullo (Agevolando): “Bellissimo risultato, aperto varco a livello politico”

28 novembre 2017

BOLOGNA – Il 27 novembre, la Commissione Bilancio del Senato ha approvato all’unanimità l’emendamento alla legge di bilancio che istituisce un fondo sperimentale di 15 milioni di euro per sostenere il percorso di autonomia dei neomaggiorenni in uscita da comunità per minori, percorsi di affido famigliare o case famiglia, prevedendo la continuità nell’assistenza fino ai 21 anni. “Bellissimo risultato – ha detto Federico Zullo, presidente di Agevolando che, insieme a Fondazione Domus de Luna e Terra dei piccoli, ha lavorato molto su questo tema – Non abbiamo ancora risolto il problema, ma si è aperta una strada nuova, un varco a livello politico, con il riconoscimento di un diritto e l’accompagnamento all’autonomia”. Ogni anno sono circa 3.200 i ragazzi che escono da percorsi di accoglienza in comunità, case famiglia, affido perché hanno raggiunto la maggiore età e che hanno bisogno di sostegno verso l’autonomia.

Premiato il lavoro delle associazioni. Agevolando, Fondazione Domus de Luna e Terra dei piccoli hanno dato vita al Comitato nazionale dei neomaggiorenni fuori famiglia a cui partecipano il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) e il Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento all’abuso e all’infanzia (Cismai) e le associazioni Progetto famiglia e Sos Villaggi dei bambini onlus. Il lavoro è stato sostenuto anche dall’Autorità nazionale Garante infanzia e adolescenza e da altre organizzazioni, tra cui il Coordinamento nazionale comunità per i minori (Cncm) e il gruppo #5buoneragioni. “È stato premiato un lavoro corale delle associazioni – prosegue Zullo – Ma dobbiamo anche ringraziare le istituzioni che ci hanno ascoltato e hanno capito, grazie all’incontro con gli stessi ragazzi, l’importanza di sostenerli”.

L’emendamento è stato presentato e sostenuto dai senatori Mattesini, Ferrara, Amati, Collina, Albano e Fasiolo in collaborazione con la vicepresidente della Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza, Sandra Zampa, e con il sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Luigi Bobba, e la sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi. “Ringrazio le associazioni che ci hanno creduto e che hanno avuto la capacità di restituire in modo così efficace alla politica questo problema che necessita di una soluzione – ha commentato Donella Mattesini, prima firmataria dell’emendamento – Una soluzione trovata grazie a una decisa triangolazione con il governo, che desidero ringraziare ugualmente. Un lavoro comune che ha messo al centro i ragazzi e che con questo risultato ci deve impegnare a fare in modo che vengano emanati in fretta i decreti attuativi, una volta approvata definitivamente la legge di bilancio”. Il fondo prevede un finanziamento di 15 milioni di euro in tre anni. “È un fondo sperimentale – ha commentato Zullo – e ci sarà da lavorare molto, da qui al 2020, per renderlo strutturale e far sì che funzioni bene”. (lp)

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