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Nei Tg l'ambiente cenerentola delle notizie. E solo in presenza di calamità

È quanto emerge da uno studio dell'Osservatorio di Pavia. Nel periodo gennaio-settembre 2016, su 35 mila notizie prodotte dai telegiornali di Rai, Mediaset e La7, solo il 7% riguarda temi ambientali. E di queste il 48% raccontavano incidenti o calamità, mentre solo il 17% buone prassi

28 novembre 2017

- MILANO - I telegiornali italiani parlano poco di ambiente e si concentrano su calamità o incidenti. Nel periodo gennaio-settembre 2016, i sette principali telegiornali Italiani (Rai, Mediaset, La7) durante il prime time hanno prodotto 35.278 notizie, di cui 2.702 dedicate ai temi ambientali (7% del totale delle notizie, mentre nel 2015 la percentuale era del 3%). Di queste, il 48% raccontava incidenti e calamità, mentre solo il 17% buone prassi. Il 17% inoltre erano notizie meteo, il 13% riguardavano episodi di degrado o inciviltà e il 5% erano notizie legate a temi più strettamente naturali. I dati sono stati presentati da Giovanni Sarani, Consigliere d’Amministrazione dell'Osservatorio di Pavia, in occasione della 2° edizione del Festival della Comunicazione Sociale organizzato dalla Fondazione Pubblicità Progresso il cui evento finale si è tenuto oggi. “Parlare di sostenibilità soltanto quando si verificano emergenze o eventi critici non basta -ha sottolineato -: la consapevolezza dei cittadini su questi temi e sull’impatto delle azioni di ognuno andrebbe stimolata quotidianamente, magari promuovendo buone prassi di comportamento in grado di rendere più sostenibili gli stili di vita delle persone".

Non è vero che agli spettatori interessano solo le notizie drammatiche. La campagna di Pubblicità Progresso “Ci Riesco” ha registrato oltre 700 mila accessi sul sito: "Dimostra che l’interesse dei cittadini per questi temi è in continua crescita: è necessario che anche la televisione cominci ad occuparsi di sostenibilità con maggior continuità ed efficacia rispetto al passato”, ha aggiunto Giovanni Sarani.
Significativo è poi che l'84% delle notizie sull'ambiente dei principali telegiornali riguardavano l'Italia. Una strana forma di provincialismo, quasi che cambiamenti climatici, inquinamento e tutela dell'ambiente fossero circoscrivibili a un solo Paese. "I telegiornali italiani rimangono poco inclini a raccontare il mondo nella sua complessità economica e sociale, risultando le periferie (intese come geografiche e tematiche) il fanalino di coda dell’informazione negli ultimi cinque anni", sottolinea l'Osservatorio di Pavia.

Uno studio più recente sul rapporto tra green economy e politica (2017) realizzato dall’Osservatorio di Pavia per la Fondazione per lo sviluppo sostenibile evidenzia come ‘sostenibilità ambientale’, ‘cambiamenti climatici’, biodiversità, ‘mobilità sostenibile’, e ‘riciclo’ siano parole che poco ricorrono nei discorsi dei politici italiani. Nell’agenda dei telegiornali italiani solo il 3% delle dichiarazioni dei politici è su sostenibilità e sviluppo.
Considerando invece le news di salute/sanità nei Tg nel periodo gennaio-giugno 2016 (6 mesi di osservatorio) hanno avuto il 4% della visibilità rispetto al totale delle notizie. Anche in questo caso predomina la drammatizzazione della news (malasanità 22%, questioni di bioetica 18%, politica sanitaria 17%, malattie: cronaca e approfondimento 16%, alimentazione e salute 9%, ambiente e salute 8%, campagne e iniziative 6%, scoperte scientifiche 3%)

"Enzo Biagi soleva dire che il bene non fa storia -commenta Alberto Contri, presidente Pubblicità Progresso-. È piuttosto inevitabile che i Telegiornali inseguano le notizie drammatiche: in fondo richiedono meno lavoro redazionale. Le notizie che richiedono di essere contestualizzate o argomentate o spiegate sono le meno gradite alle redazioni anche per la mancanza di tempo. Se ci facciamo caso, le stesse sigle musicali dei telegiornali hanno un andamento stressante, incalzante, tendente al drammatico. Per quanto riguarda la comunicazione sociale, non interessa perché si ha una visione stereotipata della medesima, a base di immagini mense e strappalacrime. Nella mediateca di Pubblicità Progresso, tra le 2800 campagne archiviate, negli ultimi anni abbiamo raccolto da tutto il mondo intelligenti e creative campagne su temi difficili come l'aids, la disabilità grave, l'alzheimer, la violenza alle donne, che usano il linguaggio dell'ironia per far riflettere meglio e attirare l'attenzione del pubblico. Le abbiamo proposte spesso...ma non c'è niente da fare. Basta vedere cosa è stato mandato in onda nella giornata contro la violenza alle donne…". (dp)

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