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Dopo i Daspo contro i senza dimora, Piazza Grande lancia la Dispo(nibilità)

Il 29 novembre alle 18.30 tutti in piazza con una coperta per mettersi nei panni degli altri, di chi è ai margini o diverso. L’iniziativa in risposta al Daspo urbano utilizzato contro 10 homeless. Salmaso (Piazza Grande): “La disponibilità verso gli altri è ciò che tiene insieme la comunità”

28 novembre 2017

BOLOGNA – “I portici puzzano perché ci sono i poveri? Fai fatica a entrare in casa perché lì vicino se un barbone? In stazione ci sono troppi neri e fanno paura ai turisti? Non richiedere soluzioni che spostano solo il problema, tipo il Daspo, prova la Dispo!”. Inizia in modo provocatorio il post che invita tutti i cittadini in piazza del Nettuno il 29 novembre per dimostrare che “Bologna non combatte i poveri Daspostare, ma la povertà con la Disponibilità”. L’iniziativa è di Piazza Grande e arriva dopo una settimana dall’adozione -del Daspo urbano contro 10 senza dimora che dormivano sotto il portico di viale Masini, vicino all’ingresso del piazzale est della stazione, dopo numerose segnalazioni da parte dei residenti. “Siamo rimasti molto scossi da quella vicenda perché i senza dimora sono persone fragili, sono molto esposte e il Daspo non dà soluzioni ma si limita a farli spostare”, dice Carlo Francesco Salmaso, presidente di Piazza Grande.

I contatti con i servizi e i commenti dei cittadini. Sono i 2 motivi che hanno spinto Piazza Grande a promuovere l’iniziativa. “Di quelle persone è stato detto che erano state contattate molte volte dai servizi sociali e avevano rifiutato sempre aiuto (lo ha riferito l’assessore comunale alla Sicurezza, Riccardo Malagoli in un’intervista all’Agenzia Dire, ndr), ma i senza dimora sono persone ai margini che prima di tornare a fidarsi dei servizi ci mettono del tempo – dice Salmaso – Per loro servirebbero servizi specifici, ma non ci sono le risorse per farlo. Eppure Bologna ha servizi di qualità e investe molto sui progetti di contrasto alla povertà ma non basta”. Il motivo? “Perché la povertà non è solo mancanza di risorse materiali – risponde Salmaso – Non è solo la casa che manca o il lavoro che non c’è, è anche una questione di mancanza di relazioni, di essere messi ai margini, di avere acquisito un modo di vedere se stessi come falliti, emarginati. Ecco perché va ripreso un discorso di attenzione agli homeless, altrimenti non sconfiggeremo mai la homelessness”.

L’altra spinta ad andare in piazza è arrivata dai commenti sull’adozione del Daspo. “Le persone erano contente dell’allonatanamento di quelle persone, non problematizzavano, si immedesimavano solo nei padroni di casa – dice Salmaso – Atteggiamento legittimo, non nego che sia un problema vedere un povero che dorme sotto casa o che certi comportamenti diano fastidio ma dietro questa ondata di soddisfazione c’è una cultura individualista, di persone che ragionano solo in termini di ‘io e i miei bisogni’ e non pensano a quali sono i bisogni degli altri”. La Dispo(nibilità) è, dunque, “l’antidoto a questo gas che serpeggia in città perché è ciò che tiene insieme la comunità”. In piazza ci saranno anche le persone senza dimora, “abbiamo fatto dei gruppi di lavoro all’Happy Center, abbiamo discusso del tema con l’obiettivo di uscire dallo stereotipo dell’homeless come persona che ha solo bisogno di assistenza – continua Salmaso – Le persone senza dimora hanno capacità, risorse, problemi, spigoli, come tutti, il più è capire se vogliamo andare oltre gli spigoli”.

Piazza Grande ha coinvolto nella manifestazione diverse associazioni cittadine, da Arcigay – Il Cassero a Arte migrante, dall’associazione Orlando a Legambiente fino ai Mondiali antirazzisti. “Abbiamo chiamato anche associazioni che non lavorano con i senza dimora ma sulla paura verso chi è diverso – dice Salmaso – Abbiamo chiamato tutti da Làbas al sindaco Merola perché pensiamo che la lotta alla povertà e non ai poveri si combatte con la disponibilità, che è ciò che tiene insieme la comunità”. All’iniziativa hanno aderito anche Arci Bologna, Laici missionari comboniani Bologna, Arcigay Arcilesbica Circomassimo Ferrara, Eremo di Ronzano – Centro missionario frati servi di Maria, Libera Bologna, Associazioni Naufragi.

L’appuntamento è alle 18.30 con una coperta o un sacco a pelo, “per dimostrare che siamo capaci di metterci nei panni degli altri”. Alle 19 c’è un momento di condivisione, “ognuno può condividere con un’altra persona una storia, del cibo, in segno di apertura e benevolenza, di disponibilità verso l’altro – conclude Salmaso – Isolare ognuno nel suo mondo non funziona ma è anche contronatura perché le gioie più grandi le abbiamo dalla relazione con gli altri, perché siamo animali sociali anche se i commenti che ho letto su questa vicenda mi hanno fatto sorgere dei dubbi”. (lp)

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