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Fare comunità tra scienza e virtù: laurea honoris causa a don Vinicio Albanesi

"Da sempre ha agito in favore dei soggetti deboli e vulnerabili, degli emarginati e dei disabili, come autentico pioniere d'indiscutibile profezia umana e civile". Con questa motivazione l'università di Macerata ha conferito la laurea in Scienze pedagogiche al presidente della Comunità di Capodarco

29 novembre 2017

Foto: Unimc/Università di Macerata
Laurea Vinicio 1

MACERATA - "Agisce, e da sempre ha agito, in favore dei soggetti deboli e vulnerabili, degli emarginati e dei disabili, promuovendone i diritti e ponendosi come autentico pioniere d'indiscutibile profezia umana e civile". Con questa motivazione l'università di Macerata ha conferito oggi la laurea honoris causa in Scienze pedagogiche a don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco. "Una vita piena, feconda e composita - ha sottolineato il rettore Francesco Adornato introducendo la cerimonia di conferimento - concretizzata in tre dimensioni principali, quella educativo-sociale, imperniata sulla Comunità di Capodarco; la dimensione religiosa, con il suo essere sacerdote e parroco e quella culturale, che lo vede pubblicista e divulgatore". 

Alla professoressa Catia Giaconi, ordinario di Didattica e pedagogia speciale, il compito di pronunciare la laudatio, incentrata sul racconto puntuale della complessa storia individuale di don Albanesi e in particolare sul suo "atteggiamento appassionato verso una concreta riaffermazione del 'lato umano' e della dignità delle persone con disabilità attraverso la vita comunitaria". "Con lungimiranza, don Albanesi ha saputo intercettare le emergenze pedagogiche: la prima sfida dopo la disabilità fisica è stata quella della tossicodipendenza; poi dell'accoglienza di giovani e adulti con disabilità intellettiva, poi l'impellente urgenza della psichiatria, i minori stranieri non accompagnati e infine la presa in carico di persone con un quadro di pluridisabilità, non solo in ambito locale ma anche internazionale". Così l'università di Macerata ha espresso il suo ringraziamento per "una vita intensa e lungamente spesa in innumerevoli opere di autentica carità civile e cristiana, a vantaggio di tutto l'uomo, nell'irrinunciabile pienezza e concretezza della sua esistenza". 

Foto: Unimc/Università di Macerata
Laurea Vinicio 2

La motivazione è stata letta dal professor Michele Corsi, direttore del Dipartimento di Scienze della formazione: "Don Albanesi, nel suo lungo cammino umano e professionale tra la dimensione religiosa e quella educativo-sociale, identifica quanto di meglio attiene al mondo delle Scienze pedagogiche".

A seguire la lectio doctoralis di don Albanesi che ha ripercorso la sua "vita speciale"  dal sacerdozio fino alla "missione" di orientare le proprie risorse verso persone in difficoltà: sofferenti, sole, povere. Una lettura personale e intensa del suo impegno quotidiano che si può sintetizzare in una frase: "Lo scopo ultimo di ogni intervento pedagogico è verso la libertà capace di produrre felicità". La riflessione è partita appunto dall'educazione ricevuta, incentrata su regole ferree, sul sacrificio: "In seminario eravamo frustrati ma non depressi, e abbiamo ricevuto una formazione che ci ha creato una struttura forte e resistente. Molto presto siamo stati addestrati alla solitudine, alla fatica, alla sofferenza: tre punti fermi della crescita". 

Poi "nelle scelte di vita si sono sovrapposte due direzioni: verso il sacerdozio e verso il sociale. Per il sacerdozio, a venti anni, ho letto, nelle circostanze della mia vita, la mano di Dio: in fondo era un privilegio a cui ho dato risposta, con la coscienza di doverlo onorare. Per il sociale ho ritrovato in me una attitudine che, sinceramente non so da dove e perché sia nata. Per attitudine intendo il desiderio positivo di orientare le proprie risorse verso persone in difficoltà, chiunque esse siano. Non è donatività e nemmeno compassione: è l’esprimere le proprie facoltà affettive, intellettive e pratiche per raggiungere lo scopo nobile di essere e fare felici". "Ma l'incontro con Dio è arrivato tardi: dopo averlo cercato per trent'anni l'ho trovato, dolce, misericordioso, mi si è aperto il cuore". 

Foto: Unimc/Università di Macerata
Laurea Vinicio 3

Infine una riflessione sul fare comunità oggi: "Noi abbiamo agito con istinto, nella dimensione relazionale, con scienza e virtù. Oggi è attivo lo schema del 'servizio sociale' pubblico, le competenze riabilitative e terapeutiche si sono intensificate. Ma si sta perdendo la virtù. Noi ci ispiriamo a valori difficili da riassumere: la comprensione; la sollecitudine; la benevolenza; la cortesia, la mitezza; la gratuità; la gratitudine; il perdono; la testimonianza; la paternità, la maternità, la fratellanza; l’aiuto economico; il tempo". (ab)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: educazione, Disabilità, Comunità di Capodarco, Don Vinicio Albanesi

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