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Insultato per aver parcheggiato nel posto dei disabili. Ma è un atleta cieco

L’episodio è avvenuto dopo una corsa podistica nel ravennate. Loris Cappanna, atleta 45enne cieco, e il suo atleta guida Andrea Soldati hanno ritrovato il tergicristallo rotto e un biglietto di insulti. “Bisogna battersi affinché lo sport sia di tutti, non solo dei normodotati”

29 novembre 2017

Il biglietto contro Loris Cappanna e Andrea Soldati
Il biglietto contro Loris Cappanna e Andrea Soldati

FORLÌ - “Un disabile purtroppo non può correre, tu invece corri. Buona disabilità, sporco forlivese”. Un biglietto che riportava questo messaggio era sull’auto del campione italiano - paralimpico cieco, il 45enne Loris Cappanna, e del suo atleta guida Andrea Soldati. I due hanno ritrovato il foglietto e il tergicristallo posteriore divelto dopo aver corso una gara a Lugo, nel ravennate. Un messaggio ambiguo, forse figlio di un equivoco, certo non belle parole per uno sportivo disabile che rientra dopo un’impegnativa competizione. C’è chi ritiene che il gesto possa essere stato una sorta di ‘vendetta’ nei confronti dei falsi invalidi. Ma il fatto in sé, da condannare in ogni caso, si basa sulla premessa che sport e disabilità siano inconciliabili: “Noi avevamo parcheggiato nello spazio riservato ai disabili. Forse l’autore del gesto ha equivocato e non ha colto il possibile collegamento tra disabilità e attività sportiva”, spiega Cappanna, amareggiato per l’accaduto.

Proprio pochi giorni fa Cappanna scriveva così sul suo blog: “Se cammino con il bastone bianco e occhiali scuri vengo definito ‘poverino’, diversamente se non utilizzo questi ausili rischio di passare per un truffatore”. E così evidentemente è stato, e lo sconosciuto cittadino ha scambiato Cappanna e la sua guida (un altro sportivo che gli segnala gli ostacoli legandosi con un cordoncino) ha voluto strafare. L’episodio, per il quale i due hanno sporto denuncia, è così l’occasione per riflettere su quanto quello della disabilità e quello dello sport sembrino a molti, erroneamente, mondi ancora lontani.

Eppure è stato proprio lo sport a cambiare la vita del corridore di Forlimpopoli, dopo un incidente domestico che lo ha reso totalmente cieco nel 2009. Cappanna si è avvicinato alla corsa nel 2013, in particolare grazie a Daniele Zattini, della società Avis di Forlì. “Quando ho iniziato a fare sport, venivo da circa 12 anni di inattività”, racconta. Dopo gli inizi, a correre solo pochi chilometri, poi arrivano la passione e la voglia di competizione. “Anche se i momenti difficili non sono mancati”, ammette Cappanna, che ha iniziato con la corsa e che ora si cimenta anche col duathlon e il  triathlon e si allena ogni giorno.  E i risultati per Cappanna sono arrivati, come quelli che gli hanno permesso di diventare campione italiano nella maratona e mezza maratona paralimpica nel 2015 e nel 2017. Ma forse la vittoria più grande è proprio quella di riuscire a imporsi sui normodotati, al punto che gli altri possano non accorgersi della sua disabilità. Nella gara di Lugo Cappanna ha registrato il suo miglior tempo (37 minuti e 41 secondi), posizionandosi al 64esimo posto su 1.250 partecipanti, di cui 350 competitivi.

Loris Cappanna e Andrea Soldati
Loris Cappanna e Andrea Soldati

Con la speranza di raggiungere Tokyo per le Paralimpiadi del 2020, l’impegno di Loris Cappanna è rivolto anche a chi, come lui, cerca il riscatto attraverso lo sport. Con la sua associazione di recente costituzione, ‘Non ho paura del buio’, la missione è dichiarata: “A chi ha scritto quel biglietto, vorrei dire che invece bisogna  battersi affinché lo sport sia di tutti, perché è ciò che permette di riappropriarci della nostra vita. Lo sport non è solo dei normodotati”.  (Alberto De Pasquale)

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