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Insulti ad atleta cieco. Il Cip Emilia Romagna: "Lo sport è per tutti"

La presidente del Comitato paralimpico dell’Emilia Romagna commenta l’episodio avvenuto domenica scorsa a Lugo (Ravenna) ai danni del podista Loris Cappanna: un’auto danneggiata e un messaggio offensivo perché non ritenuto un atleta

29 novembre 2017

- LUGO (Ravenna) - “Non è possibile che si pensi ancora che una persona con disabilità non possa fare sport”. C’è amarezza nelle parole di Melissa Milani, presidente del Comitato paralimpico (Cip) Emilia-Romagna, nel commentare l’episodio che, domenica 26 novembre a Lugo (Ravenna), ha coinvolto Loris Cappanna, podista 45enne cieco di Forlimpopoli. Al termine della 10 km “Sulle ali di Baracca” (in cui ha registrato il suo miglior tempo di 37 minuti e 41 secondi), Cappanna, che corre insieme ad Andrea Soldati, atleta guida a cui è legato con un cordino e che gli segnala gli ostacoli sul percorso, ha ritrovato l’auto di Soldati, parcheggiata nello stallo dei disabili con il contrassegno regolarmente esposto, con un tergicristalli divelto e un biglietto con un messaggio anonimo: “Un disabile purtroppo non può correre, tu invece corri. Buona disabilità, sporco forlivese”. Per il danneggiamento dell’auto e per le offese contenute nel biglietto, Cappanna e Soldati hanno presentato denuncia dai Carabinieri.

“Dal tono del messaggio mi sono fatta l’idea che, purtroppo, sia stato scritto da una persona con disabilità o da un suo familiare, che non hanno creduto che il pass potesse appartenere a un corridore”, dice Milani. Potrebbe infatti essere stato il gesto di una persona che ha voluto “farsi giustizia” per il posto auto occupato “indebitamente” da 2 persone in tenuta sportiva. “Ma chiunque sia stato – continua –, non è possibile che pensi che correre sia una prerogativa delle persone normodotate: tutti posso farlo, le persone in carrozzina, i ciechi, perché lo sport è per tutti”.

Condanna del gesto e solidarietà a Loris Cappanna e ad Andrea Soldati sono state immediatamente espresse dagli organizzatori della manifestazione sportiva (che hanno annullato le premiazioni della gara) e dai sindaci di Lugo e di Forlì. “Un buon segno – aggiunge Milani –, che testimonia la vicinanza e l’attenzione della comunità”. Ma la vicenda può essere anche lo spunto per avvicinare nuove persone allo sport paralimpico. “È uno stimolo ulteriore per fare qualcosa in più sul territorio per diffondere tra le persone con disabilità la pratica sportiva, che un eccezionale strumento di benessere e integrazione”.

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