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Famiglie sotto i portici della basilica dei Santi Apostoli da 3 mesi

Da agosto 60 famiglie vivono accampate davanti alla chiesa nel cuore di Roma. Ci sono italiani e stranieri in condizione di povertà. “Restiamo qui al freddo per non diventare invibili”. Il Comune: “Rifiutano il censimento, rispetto legalità unica strada per risolvere emergenza abitativa”

30 novembre 2017

Foto Eleonora Camilli/Rs
Senza tetto Santi Apostoli - Foto Eleonora Camilli/Rs

ROMA - Stanotte ha piovuto forte e l’acqua sul pavimento è arrivata fino alle tende. Ma – dicono - a preoccupare di più è il freddo: le temperature nelle ultime - settimane sono scese anche a Roma, e la notte dormire non è facile sotto le arcate del 1400 di questa chiesa nel cuore della Capitale. Qui da agosto 60 famiglie vivono accampate  nei portici della basilica dei Santi Apostoli, a due passi da piazza Venezia, dopo lo sgombero di uno stabile a Cinecittà, nella speranza di trovare un accordo con Comune e Prefettura. Ma a distanza di mesi il dialogo si è pressoché interrotto e fino a quando i frati minori conventuali lo permetteranno, le persone sono decise a restare qui. 

“La Chiesa ha subito molte pressioni per la nostra presenza qui, ma per ora possiamo ancora stare, anche se la situazione non è ottimale per nessuno – spiega Claudio, 58 anni, del Coordinamento di lotta per la casa -. Rimanere rende, però, la nostra lotta visibile. Altrimenti saremmo già scomparsi come è successo per le persone che vivevano a via Curtatone”. Gli occupanti dicono chiaramente di non essere disposti ad accettare soluzioni intermedie, come i centri temporanei per l’accoglienza o le case famiglia. Né tantomeno le nuove casette prefabbricate che il Comune di Roma metterà a disposizione per le fragilità. “Questa è una lotta per la casa e la soluzione è la casa, la casa popolare – aggiunge Claudio -. Qui non ci sono persone fragili e altre meno fragili, perché qui c’è una fragilità che è innanzitutto economica”. “Prima i poveri” hanno scritto in un cartello appeso alla cancellata fuori dalla chiesa. “Forse dovremmo dire più giustamente prima gli impoveriti – aggiunge – qui ci sono persone che hanno perso il lavoro, che si sono ritrovate per strada. E che hanno trovato come ammortizzatore sociale solo l’appoggio nelle occupazioni. E’ da anni che il tema casa non viene più trattato, oggi se ne parla dopo gli ultimi sgomberi. Ma per l’housing sociale non è stato fatto niente”.

Foto Eleonora Camilli/Rs
Senza tetto Santi Apostoli - Foto Eleonora Camilli/Rs 1

Anche Angela, 47 anni, negli ultimi tre mesi ha vissuto dentro una di queste tende con i suoi due figli di 13 e 15 anni. “Lavoravo in un’azienda che ha fallito – racconta – sono separata e da sola non ce la facevo. Prima ho vissuto per un periodo in un’occupazione a Battistini, poi ero finita a Cinecittà e poi qui. Ma è tutto sempre più difficile: i disagi sono tanti. A parte il freddo è difficile andare in bagno e lavarsi. Ci appoggiamo ai bar di zona, ma non tutti sono contenti. Qualche volta riusciamo a farci una doccia in un’altra occupazione”. Tra gli occupanti c’è anche Valentina, 92 anni, di origine russa. Negli ultimi giorni non si alza dal letto perché il freddo e l’umidità non la fanno stare bene, per questo nei prossimi giorni andrà a vivere in uno stabile in periferia. Nell’occupazione di Cinecittà vivevano sia italiani che stranieri, rifugiati e migranti lungo soggiornanti. “Sono in Italia da 16 anni, ho tutti i documenti in regola, io sono un cittadino – sottolinea Abdul, originario del Marocco. “Ho la poliomelite e non posso lavorare. Mia moglie, invece, fa la cameriera in un albergo e con il suo stipendio andiamo avanti – racconta, mentre i suoi due bambini di 4 e 2 anni gli saltano in braccio a turno. “Ogni giorno li accompagno all’asilo a Tor Sapienza, nella scuola dove andavano prima dello sgombero – spiega -. Ci metto un’ora e mezza ad andare e un’ora e mezza a tornare, ma non voglio che smettano e spero che questa situazione si risolva al più presto”. 

Foto Eleonora Camilli/Rs
Senza tetto Santi Apostoli - Foto Eleonora Camilli/Rs 2

Gli occupanti di Santi Apostoli criticano il modo in cui il Comune sta gestendo la situazione. “Qui serve l’idraulico e ci hanno mandato il falegname – interrompe Claudio -. Doveva venire l’assessora alla casa Alba Castiglione e invece ci hanno mandato l’assessora alle Politiche sociali, Laura Baldassarre. Dovevano venire i vigili a fare il censimento e invece ci hanno mandato la Sala operativa sociale”. In questi giorni al presidio ha fatto visita Matteo Orfini, presidente del Pd. “Il Comune di Roma dovrebbe immediatamente attivarsi per dare una soluzione dignitosa alle circa 60 famiglie che oggi stanno "vivendo" sotto i porticati della chiesa di Santi Apostoli. Perché ancora non lo abbia fatto è assolutamente incomprensibile” ha sottolineato. Alle parole di Orfini ha subito replicato l’assessora Baldassarre: “Le parole di vari esponenti del Pd, sulla situazione in Piazza Santi Apostoli, risuonano come uno schiaffo in faccia a tantissime persone che oggi si trovano a fronteggiare un'emergenza, determinata proprio dall'irresponsabilità, anche del Pd, delle amministrazioni e dei governi di cui è stato il baricentro – ha scritto su Facebook -. Abbiamo tentato ripetutamente, tramite la Sala operativa sociale, di garantire un censimento alle persone che si trovano a Santi Apostoli. Il censimento rappresenta, infatti, la condizione imprescindibile per accertare con esattezza quanti uomini, donne e bambini si trovano lì e per verificare la situazione peculiare di ogni persona in modo da poter poi garantire loro una proposta alternativa. Purtroppo abbiamo registrato continui rifiuti. Ma non possiamo infrangere la legge e assicurare loro una casa popolare, scavalcando così chi è in graduatoria per l’Edilizia residenziale pubblica anche da 17 anni. L’impegno dell’amministrazione è garantire lo scorrimento delle graduatorie e recuperare tutti gli immobili occupati da persone che non ne hanno diritto. Il rispetto della legalità è l’unica strada da percorrere per affrontare l’emergenza abitativa e sociale”. 

Foto Eleonora Camilli/Rs
Senza tetto Santi Apostoli. Striscione - Foto Eleonora Camilli/Rs

Nelle tende, sotto il porticato, ci sono circa 15 bambini, anche molto piccoli. “Mi sono recato a Piazza santi Apostoli ancora una volta in pellegrinaggio come ad agosto, sempre con la speranza di non vedere più tende e bambini di tutte le nazionalità, compresi italiani, che giocano per strada – sottolinea Andrea Iacomini, portavoce di Unicef -. La stagione fredda è iniziata e i bimbi sono ancora li. Sono 15 e sono figli di uomini e donne che vivono in povertà, che non possono pagare un affitto, che non accettano di essere divisi “per soluzione” prosegue “Inutile continuare a fare appello alle istituzioni cittadine. A Roma, come altrove, ci sono ancora troppi bambini che vivono in queste condizioni. Oggi più di ieri occorre ricordare che questo spettacolo per una grande metropoli mondiale e per un paese come l’Italia è inaccettabile. La situazione di Piazza Santi Apostoli è lo specchio di una pericolosa indifferenza nei confronti di bambini deboli e innocenti che non ha precedenti, in barba a qualsiasi trattato o alla Convenzione internazionale dell’89 -aggiunge -. Siamo onesti, i bambini tra qualche mese non voteranno per rinnovare il nostro Parlamento, la loro condizione non interessa a nessuno. Possono anche morire di freddo ”. (Eleonora Camilli)

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