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Mamme straniere vincono causa contro l'Inps per il "premio alla nascita"

Il Tribunale del Lavoro di Bergamo ha condannato per discriminazione l'Inps che non voleva riconoscere alle donne il contributo perché non hanno un permesso di soggiorno di lungo periodo, pur essendo regolari. Il comportamento dell'Inps viola norme italiane e una direttiva dell'Unione Europea

30 novembre 2017

- MILANO - L'Inps è stato condannato dal Tribunale del lavoro di Bergamo per il suo comportamento discriminatorio nell'erogare il contributo del "premio alla nascita", istituito con la legge di bilancio dell'anno scorso. Ha infatti escluso dal beneficio le donne che non hanno un permesso di soggiorno di lungo periodo, pur essendo regolari perché hanno altri tipi di permesso. Si tratta di circa 800 euro e, in base alle legge 232 del 2016, ne ha diritto ogni donna che può farne richiesta a partire dal compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione. L'Inps però aveva deciso di escludere una parte delle donne straniere. E a Bergamo, 24 di loro hanno fatto ricorso, assistite dagli avvocati Alberto Guariso e Ilaria Traina dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) e sostenute dalla Cgil. 

Secondo il giudice Sergio Cassia del Tribunale di Bergamo questa esclusione contrasta non solo con il testo della legge italiana, ma anche con una direttiva dell'Unione Europea (direttiva 2011/98) che garantisce la parità di trattamento nell'accesso alle prestazioni di maternità a tutti i migranti titolari di un permesso per famiglia o per lavoro. "Le 24 mamme provengono da diversi paesi (Egitto, Marocco, Senegal, Pakistan, Equador, Bolivia, India, Burkina Faso, Tunisia, Albania, Costa d’Avorio, Nigeria), ma risiedono tutte in Italia da molti anni con i loro piccoli, tutti nati in provincia di Bergamo", raccontano gli avvocati.

Le cittadine straniere potranno ora ottenere il premio alla nascita al pari delle mamme italiane. "La decisone del Tribunale di Bergamo che fa seguito a moltissime altre analoghe decisioni riguardanti il bonus bebè -aggiungono gli avvocati-, costituisce un'ulteriore sollecitazione al Governo affinché, nel decidere sulla proroga di quest’ultima misura (diversa dal premio alla nascita che cesserà comunque la sua efficacia al 31.12.2017) non ignori ancora una volta la necessità sociale e l’obbligo giuridico di non escludere le famiglie straniere da queste forme di sostegno". (dp)

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Tag: migranti, discriminazioni, inps

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