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Al via il seminario di Capodarco, ricordando Alessandro Leogrande

Da venerdì 1 a domenica 3 dicembre nella Comunità di Capodarco di Fermo l’incontro nazionale organizzato da Redattore sociale per i giornalisti e aperto al pubblico. Apertura con il presidente dell’Odg Carlo Verna. Tra l'altro sessioni dedicate a chi continua a “coltivare giardini” nel post sisma e all'infanzia

01 dicembre 2017

Alessando Leogrande (con Sefaf Siid Negash e Stefano Trasatti) al Seminario di Redattore del 2015
Redsoc15 - Sefaf Siid Negash, Alessando Leogrande, Stefano Trasatti

CAPODARCO  - Al via l aXXIII seminario di formazione per i giornalisti che si svolgerà fino al 3 dicembre presso la Comunità di Capodarco di Fermo. Si ragiona di confini, limiti e (nuovi) modelli di convivenza con oltre 30 i relatori, provenienti dal mondo dell’impegno sociale, dell’informazione, della cultura, che si alterneranno nella tre giorni,  su quali “modelli” sostenere oggi per rigenerare comunità dialoganti e aperte, valorizzando esperienze sul campo, buone pratiche e analisi. Il seminario “Il mio giardino. La convivenza nella società fragile” apre ricordando il giornalista e scrittore Alessandro Leogrande, recentemente scomparso: una grande passione e impegno professionale, una voce personalissima e uno sguardo acuto che mancheranno. Leogrande ha partecipato a diversi seminari di  Redattore sociale, l'ultima volta nel 2015.  Una riflessione sulla professione giornalistica e la sua “funzione sociale” è affidata al presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna. Con lui anche il Presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei.

Due i momenti centrali di questa prima giornata. Una sessione è dedicata al racconto di chi, tra tanti, ha continuato a “coltivare giardini” nel post sisma, che oltre un anno fa ha sconvolto il Centro Italia. L’esperienza dell’Agrinido di San Ginesio (Mc) che ha trasferito la propria attività in una tenda yurta, attraverso la voce di un’educatrice, Federica De Luca; il viaggio a piedi tra i borghi dei Sibillini sconvolti dal terremoto di Matthias Canapini, fotografo e narratore, e il lavoro degli assistenti sociali nella “zona rossa” del cratere, con Lucia Della Ceca. L'altra sessione si concentrerà sul tema dell'emarginazione con un particolare focus sulla condizione dei bambini. Francesca Audino, laureata in Pedagogia e ricercatrice universitaria, che ha indagato sul valore dell'arte per costituire integrazione e potenziare la conoscenza sia per gli alunni stranieri che per quelli che presentano diversi tempi e modalità di apprendimento. Con  Fabrizio Minnella,  responsabile comunicazione e relazioni esterne presso Fondazione Con il Sud, che illustrerà obiettivi e potenzialità del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e dell'attività dell'impresa sociale “Con i Bambini” (interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD), allargando lo sguardo alla capacità di risposta del mondo associativo ai bisogni sociali e alle modalità comunicative più efficaci.

Dopo l’apertura, il seminario prosegue sabato 2 e domenica 3 dicembre con altre sessioni plenarie e worskhop tematici, nella mattina di sabato 2 dicembre che entrano nel vivo del tema. Accoglienza, emarginazione e istruzione, questi i tre ambiti (e temi del workshop) in cui “coltivare giardini” è indispensabile. Interverranno tra gli altri Maria Franco, insegnante dell'istituto penale di Nisida, tra i cinque docenti vincitori dell’Italian Teacher Prize 2017; Daniela Pompei, coordinatrice dei "Corridoi Umanitari", progetto nato dalla collaborazione fra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane e la Tavola Valdese; Marika di Prodi, vicepresidente dell'Ordine degli Assistenti sociali delle Marche, che porterà l'esperienza locale del Comune di Macerata del progetto "Famiglie a colori", modello di accoglienza in famiglia dei minori stranieri non accompagnati; Alessandro Radicchi, direttore nazionale dell’ Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà nelle stazioni; Vinicio Ongini uno dei maggiori esperti italiani in tema di integrazione degli studenti di origine immigrata e ideatore della didattica dei “personaggi ponte” (metodologia di lettura “multiculturale” di alcuni personaggi della letteratura per l’infanzia); Marco Binotto, sociologo dei processi culturali e comunicativi e docente presso la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione della Sapienza Università di Roma, esperto di immigrazione; Federica Severini, del Centro servizi al volontariato Dar Voce, che coordina un progetto di Emporio solidale; Marco Moschini, maestro di scuola elementare per 36 anni.

Chiusura affidata a Marco Damilano: a partire dalle 11,30 incontro con il Direttore de L’Espresso, opinionista molto seguito dei programmi politici e non solo di La 7, per tirare le fila della tre giorni di lavori. Sarà anche un’occasione di confronto sulla professione e - a partire dal suo ultimo libro - sul futuro di un'Italia che “ha gran bisogno del Nuovo”.

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