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Papà detenuti si sfidano a calcio sotto gli occhi dei bambini

Torna oggi per il terzo anno consecutivo “La partita con papà”, iniziativa unica in Europa promossa dall’associazione Bambinisenzasbarre. Calcio d’inizio nelle Marche con il capitano dell’Ascoli. Ad Ancona, dopo l’incontro sportivo, merenda, giochi e musica con la collaborazione di volontari e imprese del luogo

05 dicembre 2017

- ANCONA – E’ un campionato di calcio speciale quello che si gioca oggi, in Italia, per il terzo anno consecutivo. In palio non ci sono coppe o medaglie ma il sapore inconfondibile della libertà. Libertà di trascorrere qualche ora con i propri cari all’aperto, di correre dietro a un pallone immaginando un campo senza recinzioni, di sentire i figli tifare insieme alle madri per sostenere un papà-calciatore che alla fine della partita non potrà tornare a casa con loro. Libertà di giocare con i piccoli, in attesa che arrivi il momento di lasciarsi tutto alle spalle, uscire dal carcere e tornare, finalmente, in famiglia.
Organizzato dall’associazione Bambinisenzasbarre con il sostegno del ministero di Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con “La partita con papà”, “un’iniziativa unica in Europa – spiega l’associazione -, per sensibilizzare le istituzioni, i media e l’opinione pubblica sulla situazione dei 100 mila bambini in Italia (2,1 milioni in Europa) che vivono la separazione dal proprio genitore detenuto, offrendo loro un momento speciale d’incontro”.

L’evento si inserisce nella Campagna “Dona un abbraccio”, che pone l’attenzione sulla necessità di preservare il legame affettivo con il genitore, fondamentale per la crescita del bambino e per la sua stabilità emotiva. Un legame che svolge un’importante funzione preventiva rispetto a fenomeni come la devianza giovanile, l’abbandono scolastico, l’illegalità, molto più frequenti in presenza di un’interruzione del rapporto genitori figli. “Una campagna – sottolinea ‘Bambinisenzasbarre’ - per superare i pregiudizi di cui sono spesso vittime questi bambini, che si trovano a pagare per un crimine che non hanno commesso, perché troppo spesso stigmatizzati ed emarginati. E per ricordare che il figlio di genitori detenuti è innanzitutto un bambino con i suoi bisogni e i suoi diritti”.

Nelle Marche, il calcio d’inizio per la partita organizzata nel carcere di Ascoli Piceno è quello di un professionista: Andrea Mengoni, capitano dell’Ascoli Calcio, società sempre molto vicina alle iniziative promosse dalla casa circondariale. Detenuti con figli contro detenuti senza figli si sfidano dalle 14, come è tradizione nell’istituto ascolano.

Emozioni e sport in primo piano anche nel carcere di Montacuto (Ancona) dove il fischio d’inizio è stato anticipato alle 10 del mattino. L’incontro si è svolto nel campo sportivo della Casa circondariale che anche quest’anno ha aderito all’iniziativa nazionale. Una ventina i detenuti, divisi in due squadre, che hanno giocato sostenuti dal tifo dei familiari: una sessantina di persone in tutto, bambini compresi. Alla partita hanno assistito anche diverse autorità, presenti per l’occasione. Al termine dell’incontro, merenda e festa animata nella sala polivalente del carcere con giochi, musica e distribuzione di giocattoli e peluche, grazie anche al contributo arrivato dall’industria dolciaria “Giampaoli”. Animatori della mattinata di festa, gli assistenti volontari della Caritas e la musica di Andrea Celidoni e del suo “Coro del 62”.

Uno sforzo organizzativo significativo per Direzione e Comando, ma che ripaga in termini di risultati e prospettive. “L’evento – si legge in una nota dell’istituto – rappresenta un modo per rinsaldare il legame affettivo, condividere gli spazi di vita dei genitori detenuti, permettere di esorcizzare le paure che il carcere suscita. Il carcere separa dai legami affettivi ma può anche ricomporli, prendendosi cura dell’infanzia coinvolta”. (Teresa Valiani)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: carcere

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