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Parto in anonimato, in Toscana 30 donne all’anno rinunciano alla maternità

Grazie al progetto ‘Mamma segreta’, nella regione si prevengono gli abbandoni dei figli e si fornisce assistenza psico-sociale alle madri in difficoltà che scelgono di rinunciare alla maternità. L’assessore Saccardi: “Aiutiamo le donne e tuteliamo il futuro del nascituro”

06 dicembre 2017

- FIRENZE – Si chiama Mamma Segreta ed è il percorso toscano di prevenzione degli abbandoni alla nascita e di tutela delle gestanti e delle madri in gravi difficoltà psico-sociali. Un percorso che permette alla  donna di affrontare con consapevolezza le possibili decisioni  e  le situazioni derivanti da una maternità inaspettata. Un percorso nel quale vengono a trovarsi ogni anno decine di donne in difficoltà, che spesso scelgono di non riconoscere il figlio. Sono quasi 30 le donne che, annualmente, rinunciano alla maternità, così che si procede all'iscrizione nel registro dello stato di abbandono, quello cioè che riguarda i bambini con genitori ignoti.

Negli ospedali toscani, operatori professionisti sono a disposizione per guidare, ascoltare e sostenere le neo madri in difficoltà, sia che esse decidano di tenere il bambino sia che scelgano di non riconoscerlo. Se viene deciso di non tenere il bambino, in ospedale, al momento del parto, la donna riceverà tutte le cure necessarie per lei e per il nascituro ottenendo di non comparire sui documenti del neonato e di mantenere segreta la sua identità.

Per prevenire gli abbandoni, è stato realizzato un opuscolo, distribuito negli ospedali e non solo, con tutte le informazioni per le madri in difficoltà. “Se ti trovi in situazione di difficoltà e stai pensando di non farcela a tenere il tuo bambino – si legge nel volantino - prima di prendere decisioni che potranno risultare dolorose per la tua vita attuale e per quella futura, rifletti prima di abbandonarti a gesti definitivi, rifletti ancora poi scegli uno degli ospedali pubblici presenti sul territorio e parla con gli operatori che lavorano nel reparto di ostetricia/ginecologia. Scoprirai di non essere sola in questo difficile momento della tua vita”. E poi: “Ricorda che hai anche la possibilità di non riconoscere il bambino: la legge italiana, infatti, afferma questo diritto e ti tutela garantendoti l’assoluto anonimato. Tutte le donne, comprese le donne extracomunitarie, in situazioni di clandestinità, senza limiti di età, né vincoli di residenza o nazionalità, possono accedere ai servizi pubblici in maniera libera, gratuita, anonima per avere la possibilità di decidere in modo consapevole e con il sostegno del servizio pubblico”.

“Il parto non sempre costituisce un momento di gioia – ha detto l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi - Molte donne si trovano a vivere questa fase della vita con estreme difficoltà, frutto di una maternità inaspettata e conseguente a sofferenze pregresse. Per prevenire l’abbandono dei figli, la Toscana ha avviato il progetto Mamma Segreta, con l’intento di non lasciare sole queste donne e di tutelare la salute e il futuro del nascituro. Per le donne è possibile partorire in ospedale e poi, in totale riservatezza, non riconoscere il bambino. In questo modo la madre partorisce in piena sicurezza e per il bambino può essere attivata da subito la procedura per l’adozione”.

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