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Sostegno alle famiglie più fragili: bilancio positivo per “I cento cammini”

Centinaia di persone assistite nel progetto che mira a far emergere i nuclei familiari dalla soglia della povertà “per restituire loro dignità”. Presentato dalla cooperativa Ama Aquilone il report 2017. Per il nuovo anno, un bando per la creazione di una start up d’impresa

10 dicembre 2017

 ASCOLI PICENO – “La povertà è instabilità, ma anche fragilità di relazioni, precarietà lavorativa, insicurezza sociale, malattia e senso di inadeguatezza. Il nostro progetto vuole far emergere dalla soglia di povertà le persone e le famiglie, per restituire loro la dignità di essere umani”. Nelle parole del presidente della Cooperativa sociale Ama Aquilone, Francesco Cicchi, il senso di un programma che ha supportato in 2 anni più di 300 persone in condizione di forte disagio socio-economico. Nel bilancio del progetto, i numeri che fotografano senza filtri la situazione di un territorio segnato prima dalla crisi e poi dal terremoto, e la ricaduta positiva degli interventi messi in campo.

Si chiama “I cento cammini”, il progetto promosso da Ama Aquilone insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno che ha investito nell’iniziativa già a partire dal 2015 e continua a supportarla anche con il Piano pluriennale 2017 – 2019. Un programma di interventi “che sostengono ancora una volta il territorio e le persone nel loro diritto ad una vita dignitosa che passa proprio attraverso la sicurezza lavorativa, economica e sanitaria” è stato spiegato nella conferenza stampa di presentazione del report 2017 organizzata nello spazio LAB della Bottega del Terzo Settore.
Sostegno al reddito per le persone e le famiglie più fragili e a rischio povertà, assistenza finanziaria e legale, cure sanitarie specialistiche, orientamento al lavoro e sostegno all’inserimento lavorativo, supporto allo sviluppo di creazione d’impresa ed un concorso di idee per promuovere iniziative imprenditoriali innovative e ricollocamento lavorativo. “Per capire gli effetti del progetto – è stato sottolineato durante l’incontro - basta guardare i dati della prima edizione: 323 persone in condizione di forte disagio socio-economico supportate degli operatori del Polo Solidale, coinvolti adulti e bambini, dai 64 ai 3 anni. Al lavoro, medici e consulenti solidali ed una Rete tra Enti che si occupano di welfare coesa e costituita da oltre 20 partner”.

Forte del segno positivo con cui è stato archiviato il bilancio delle attività, ora I cento cammini potenzia gli interventi con un percorso dedicato allo sviluppo di progetti per la creazione d’impresa. Consulenza legale e fiscale, redazione di business plan, formazione professionale in risposta alle esigenze di chi vorrebbe realizzare un progetto di piccola imprenditorialità, ma ha bisogno di essere sostenuto sul piano economico e guidato sul piano organizzativo.
In primo piano c’è un Concorso di Idee, messo in campo per la raccolta di progetti d’impresa, aperto alla cittadinanza con particolare riguardo alle persone con difficoltà socio-economiche. Nel 2018 il lancio del bando dedicato, per la creazione di una start up d’impresa.

“Il progressivo aumento del numero di richieste di accesso ai servizi del Polo Solidale – hanno spiegato i responsabili del progetto -, ha evidenziato lo stato di necessità generale a cui sempre più persone non riescono a fare fronte”. I numeri della solidarietà: tra marzo 2015 e dicembre 2016 sono state 323 le persone che hanno chiesto il supporto degli operatori del Polo Solidale. Di queste 205 sono maschi e 118 donne, età media 40 anni. La persona più giovane ha 3 anni, quella più anziana 64. Il servizio più richiesto è stato l’orientamento al lavoro con 275 persone richiedenti, seguito dalle cure dentarie specialistiche con 97 interventi. 20 persone, anche con figli piccoli, si sono avvalse del servizio di supporto abitativo negli appartamenti della cooperativa Ama Aquilone dedicati al progetto. Numerosi i bambini sotto i 12 anni che hanno usufruito di più servizi sociosanitari. Per 78 persone è stato attivato un tirocinio e/o una borsa lavoro, a 40 di loro (circa il 51 per cento) le aziende ospitanti hanno riconosciuto un’indennità ad integrazione di quella erogata dalla Cooperativa; 27 tra le 78 richiedenti (quasi il 35 per cento) hanno ottenuto un contratto di lavoro o di collaborazione e 17 hanno svolto un corso di formazione gratuito.

Rispetto al gioco d’azzardo, l’ambulatorio GAP – Gioco d’azzardo patologico, ha avuto in cura 32 persone, di cui 24 uomini e 8 donne, età media 40 anni, e complessivamente gli incontri di sostegno individuale sono stati 148. Molte persone si sono avvalse di più servizi contemporaneamente. Hanno presentato il progetto Francesco Cicchi, Presidente della Cooperativa Ama Aquilone, Paula Beatriz Amadio, Cooperativa Ama Aquilone, Suor Rosario Charo, Suore Oblate del Ss. Redentore e Don Gianni Croci, Caritas Diocesi San Benedetto del Tronto, Ripatransone-Montalto. (Teresa Valiani)

© Copyright Redattore Sociale

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