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Badanti in calo: -145 mila negli ultimi 5 anni. Ma ce ne sarà sempre più bisogno

Donne, tra i 45 e i 60 anni, provenienti da Est Europa, America Latina e Asia. Si stima che, tra regolari e non, siano circa 840 mila. Solo il 22% di loro ha seguito corsi di formazione. Nel 2050 gli over 75 rappresenteranno il 25% della popolazione italiana

12 dicembre 2017

Si prendono cura degli anziani e delle persone non autosufficienti. Arrivano perlopiù dall’Est Europa, dall’America Latina e dall’Asia. Per l’87% si tratta di donne e hanno un’età media compresa tra i 45 e i 60 anni. Sono i badanti, i collaboratori domestici di cui il 43% delle famiglie italiane ha chiesto assistenza almeno una volta. Metà della popolazione italiana ha in questo momento più di 45 anni e, nel 2050, i cittadini con almeno 75 anni rappresenteranno quasi il 25% della popolazione totale.
Ma nonostante la futura crescita dal lato della domanda, il numero di lavoratori domestici negli ultimi anni è in calo
. Degli 866.747 iscritti all’Inps nel 2016 (27.366 in meno rispetto al 2015), 379.046 sono badanti. In Italia, tra regolari e non, si stima siano circa 840 mila. Il 45% ha un contratto di lavoro, 35% ne è privo pur avendo il permesso di soggiorno e 20% è irregolare e senza contratto. Il 60% convive con la persona non autosufficiente, il 40% lavora a ore.

- In molti casi i lavoratori domestici hanno conseguito titoli di studi superiori alla qualifica che ricoprono. La complessità del settore, data in particolare dal tipo di datore di lavoro – famiglie che hanno necessità di trovare nella badante un punto di riferimento – deve far riflettere sul tipo di formazione e conoscenze dei lavoratori domestici. Sebbene il 21,2% abbia conseguito una laurea e il 54% abbia svolto percorsi d’istruzione parificati alla scuola media superiore, soltanto il 22% ha compiuto corsi di formazione specifica sul lavoro di cura.

Nel 1991 i collaboratori domestici, italiani e stranieri, iscritti all’Inps erano 216.836. Dopo poco più di vent’anni, nel 2012, sono diventati 1.011.356 (dunque 5 anni fa erano quasi 145 mila in più rispetto agli oltre 866 mila del 2016), di cui l’81,3% di nazionalità estera. Il picco delle badanti straniere si è avuto nei primi anni Duemila, con un vero e proprio ‘boom’ tra il 2001 e il 2002, quando i collaboratori domestici stranieri iscritti all’Inps sono passati dall’essere 139.863 a 419.951. Il dato, escluse leggere variazioni tra 2008 e 2013, si è mantenuto costante fino a oggi. Ciò che è aumentato costantemente, invece, è il numero dei badanti italiani tra 2005 al 2015 (da 135.746 a 213.931). Si è trattata di una crescita lenta ma continua, effetto della crisi economica, che ha portato nel mercato numerose badanti italiane anche alla prima esperienza.

I dati mostrano una presenza più consistente di lavoratori domestici al Nord. Nel 2016, il 29,9% ha lavorato nel Nord Ovest, il 28,6% al Centro, il 19,8 nel Nord Est, il 12,6% al Sud e il 9,1% nelle isole. L’attuale Contratto collettivo nazionale del lavoro domestico è entrato in vigore a luglio del 2013 ed è stato firmato dalle associazioni datoriali Domina e Fidaldo assieme a Filcams, Cgil, Fisascat Cisl, UilTucs e Federcolf. Il Contratto nazionale del 2017 prevede per l’assistenza notturna non formata a persona non autosufficiente, una paga di 1.111,07 euro e di 1361,76 per quella formata, mentre nel 2008 i minimi retributivi erano di 991,58 euro per l’assistenza notturna non formata e di 1.224,89 per quella formata. (Alberto De Pasquale)

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Tag: badanti

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