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Disabilità: nasce Rise, la carrozzina elettrica verticale

L’Inail e la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa hanno presentato questa mattina a Roma un nuovo dispositivo che consente a persone con gravi disabilità motorie di muoversi in posizione eretta

12 dicembre 2017

- ROMA - Una carrozzina elettrica che permette alle persone con disabilità motorie di spostarsi in posizione eretta. Si chiama Rise (Robotic innovation for standing and enabling) e nasce da un progetto di ricerca promosso dell’Istituto di Biorobotica dell’ateneo Sant’Anna di Pisa e dal Centro di riabilitazione motoria Inail (Crm) di Volterra. Il nuovo ausilio è stato presentato questa mattina a Roma, presso l’auditorium dell’Inail. L’obiettivo del team di ricerca che per quattro anni ha lavorato alla progettazione di Rise è quello di migliorare la qualità della vita delle persone con paraplegia e di renderle autonome nelle attività di tutti i giorni.

“Rise è un risultato concreto e tangibile che può favorire il reinserimento sociale e lavorativo delle persone con disabilità”, ha detto Massimo De Felice, presidente dell’Inail. “Il dispositivo rappresenta una ulteriore conferma dell’opportunità di proseguire lungo il percorso intrapreso negli ultimi anni che ha permesso al nostro Istituto di collaborare con alcune delle principali realtà di eccellenza del nostro Paese”.

Carrozzina robotica RISE

Il verticalizzatore si muove su sei ruote, due grandi e quattro piccole, e consente alla persona di spostarsi in completa autonomia: il movimento avviene tramite un controller che può essere collegato ad una connessione cablata oppure in modalità wireless, con tecnologia Bluetooth. Il dispositivo è in grado di verticalizzare una persona con un peso fino a 110 chilogrammi e una altezza massima di 210 centimetri. Grazie a tre interfacce meccaniche, femorale, addominali e tibiale, si adatta alle caratteristiche fisiche di chi lo utilizza.

“È stato un lavoro di squadra durato anni”, ha spiegato Paolo Catitti del Crm Inail di Volterra. “Abbiamo svolto uno studio sullo stato dell’arte e abbiamo visto che potevamo implementare i dispositivi già presenti per garantire una maggiore autonomia. Dare la possibilità ad una persona di stare in posizione verticale e poter guardare gli altri negli occhi è importante anche a livello psicologico. Inoltre, Rise permette di utilizzare i servizi igienici in autonomia”.

La carrozzina verticale ha quattro motori e si ricarica con la corrente elettrica: ha una autonomia che va dalle quattro alle sei ore. Per testare Rise è stata chiesta la collaborazione di dieci persone con paraplegia da lesione vertebro-midollare causata da un infortunio sul posto di lavoro. Per quattro settimane i pazienti hanno seguito programmi di rieducazione neuromotori e un addestramento all’utilizzo del verticalizzatore nelle normali attività quotidiane. “Lo studio valuta la soddisfazione dell’utente”, ha detto Elisa Taglione del Crm. “In Italia sono 85.000 le persone che vivono con lesioni midollari e la loro età è intorno ai 40 anni. La sfida è gestire la cronicità nel tempo. Rise è adatto a pazienti di ogni età”.

Per Maria Chiara Carrozza della Scuola superiore Sant’Anna, “potersi alzare in piedi e muoversi a casa o il lavoro è un valore aggiunto alla qualità della vita della persona che può continuare ad essere produttivo per la società. Può nascere una industria di servizi che sfrutta queste potenzialità, capace anche di creare nuovi posti di lavoro”.
Il costo di Rise è di 16.000 euro ma l’obiettivo è quello di abbattere i costi fino al 50 per cento. “Ci sono interessi di natura commerciale che puntano a portare questa carrozzina sul mercato. Alcune start up italiane e una multinazionale cinese si sono già mostrate interessate”, ha aggiunto Stefano Mazzoleni della Scuola superiore Sant’Anna.  

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