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Quel rosso boreale che, tra stupore e timore, interroga sul mistero dell'esistenza

Nei mesi di novembre e dicembre appaiono all’orizzonte dell’Adriatico delle aurore speciali. Il sole sorge intorno alle 7: poco prima il cielo si illumina di rosso. Sfumature infinite, così come gli stati d'animo. Gli astrofisici dicono di studiare i fenomeni, altri vedono una mano misteriosa... Le riflessioni di don Vinicio Albanesi (Comunità di Capodarco)

14 dicembre 2017

Nei mesi recenti di Novembre e Dicembre sono apparse all’orizzonte dell’Adriatico, delle aurore speciali. Il sole sorge intorno alle sette: poco prima il cielo si illumina di rosso. Le sfumature sono infinite, a seconda della composizione delle nuvole. Esse sono di tutte le forme: rotonde, spigolose, bizzarre, regolari e irregolari.
La luce, che va dal rosso al giallo al bianco, si riflette su di esse e crea scenari fantasiosi. Il mare rimane scuro, quasi dominato dalla luce. Da lì a poco ritornerà ad essere protagonista appena sarà illuminato dal sole. L’orizzonte in breve sfumerà dal bianco verso l’azzurro del cielo e del mare.

L’aurora sembra l’orchestra del sole: una specie di inchino che prepara la sua venuta. Uno sforzo perché sia degno di innalzarsi nel cielo. Lo schema si ripeterà al tramonto, per la sua scomparsa prima della sera: i colori saranno più intensi quasi ad esternare il dispiacere per la notte che sopraggiunge. Lo spettacolo non dura molto: pochi minuti, con variazioni rapide della luce, con appena il tempo perché tu possa fissare un’immagine.

Il sentimento prevalente è lo sconcerto, una meraviglia che non conosce l’origine del fenomeno, tempi e modi del suo apparire. Ritorni ad essere un primitivo che si meraviglia di ciò che avviene in natura, non essendo esperto né di fisica, né di astronomia.
La meraviglia si intreccia con un timore ancestrale: fenomeni che non domini, ma di cui sei spettatore incapace di capire e soprattutto di gestirne lo svolgimento. Intuisci che qualcosa brucia nell’universo e che la luce è frutto degli incendi dei cieli, in un equilibrio che permette il rotare del giorno e della notte, delle stagioni e alla fin fine della vita. Senza calore tutto sarebbe morto.

Ma il rosso dell’aurora incute anche timore: se si interrompesse, se si squilibrasse, se si esaurisse sono domande logiche e pertinenti. Non avendo risposte non resta che godere dello spettacolo, ringraziando chi ha creato o permesso tutto questo. Gli astrofisici dicono che occorre studiare le origini dei fenomeni ed hanno abbozzato qualche teoria di spiegazione. Altri vedono una mano misteriosa che ha permesso tutto questo, in un mistero che riporta all’infinito creatore, presente e artefice del tempo e dello spazio.

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