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Persone, non scarti: la "lezione" del maestro Moschini

Vasetti di yogurt che fanno coccodè e bottiglie di plastica trasformati in razzi spaziali per spiegare ai bambini (e agli adulti) il valore del riuso. "Non dobbiamo accontentarci di quello che vediamo da fuori, perché dentro ogni cosa e ogni persona ci può essere qualcosa di sorprendente"

14 dicembre 2017

Marco Moschini
Marco Moschini 2

CAPODARCO - Vasetti di yogurt che fanno coccodè e bottiglie di plastica che si trasformano in razzi spaziali, alimentati soltanto da aria e acqua. Al ventitreesimo seminario  di Redattore Sociale,  presso la Comunità di Capodarco di Fermo,  Marco Moschini, maestro di scuola elementare per 36 anni, autore di libri di poesia e narrativa per l’infanzia e di didattica per insegnanti, ha spiegato ad un platea di giornalisti divertita ed attenta il valore della diversità e la forza del riuso. Il suo intervento nell'ambito di un worskhop dedicato all'istruzione con Vinicio Ongini, dell’Osservatorio per l’integrazione del ministero dell’Istruzione, e Maria Franco, insegnante dell’Istituto penale di Nisida.

La "lezione" del maestro Moschini  è tutta da guardare perchè, spiega, i "bambini hanno bisogno di vedere, le parole contano poco". "Partiamo dagli scarti per trasformarli in giocattoli bellissimi - dice - perché, se trasformiano rifiuti in giocattoli, compiamo un’operazione straordinaria, capace di rivalutare nel paragone anche tanti esseri umani, bollati come rifiuti dalla nostra società". VAI AL VIDEO>>

Dalla sua personalissima "valigia dei rifiuti" escono come dal cilindro magico del prestigiatore oggetti comunemente buttati via, che prendono nuova vita e acquistano senso. Come il missile ad aria ed acqua, che vola perfettamente nella sala tra gli applausi o il vasetto che, grazie a pece e spago, fa davvero coccodè. "Non dobbiamo accontentarci di quello che vediamo da fuori, perché dentro ogni cosa e dentro ogni persona ci può essere una sorpresa che da fuori non si vede. Quando vedremo persone in strada buttate per terra come rifiuti, potremo pensare che anche loro hanno dentro qualcosa di sorprendente, che da fuori non si vede".

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