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Più enti e volontari per il Forum terzo settore (che compie 20 anni)

Il bilancio segnala una realtà in crescita: quasi 114 mila enti di base aderenti, circa 504 mila lavoratori e 2,7 milioni di volontari. I prossimi anni orientati secondo i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile Onu. Fiaschi: solidarietà e cittadinanza attiva, vero motore del Paese

15 dicembre 2017

Le reti del terzo settore

ROMA - Ha raggiunto quasi 114 mila enti di base aderenti, può contare su circa 504 mila lavoratori oltre che sui 2,7 milioni di volontari e riesce a mettere insieme risorse finanziarie complessive per un valore economico di oltre 12 miliardi di euro, almeno due miliardi in più rispetto al 2014. È il Forum nazionale del terzo settore che oggi a Roma festeggia 20 anni di attività con l’iniziativa “Venti di partecipazione”. Un occasione per fare un bilancio delle proprie attività grazia al rapporto “Le reti del Terzo settore”, giunto ormai alla terza edizione che fotografa le reti delle organizzazioni aderenti al Forum attraverso un questionario rivolto agli 81 enti associati (che ha ricevuto oltre il 70 per cento di risposte). Un testo che mette in evidenza la pluralità e complessità delle reti, ma anche le partnership stabilite in questi anni, mission, ambiti di intervento e destinatari delle diverse organizzazioni aderenti. “La partecipazione, che ha sempre contraddistinto la storia del Forum – ha affermato la portavoce del Forum, Claudia Fiaschi -. - La ricchezza rappresentata dalla solidarietà e dalla cittadinanza attiva è il vero motore, spesso silenzioso, del nostro Paese, che gli imprime la forza e la direzione per affrontare le sfide cruciali. In cinque anni i nostri soci sono passati da 69 a 81 per un totale di 141 mila sedi territoriali, ovvero quasi la metà di tutti gli enti non profit censiti dall’Istat”.

Il primo dato in evidenza è quello che mostra un incremento degli enti di base aderenti al Forum: se nel 2011 erano circa 94 mila, a fine 2016 erano quasi 114 mila, il 15 per cento in più rispetto all’ultima rilevazione e oltre un terzo di tutti gli enti non profit censiti dall’Istat nel 2011 (oltre 301 mila). Un insieme di organizzazioni che riesce a raggruppare una comunità di circa 16 milioni di esperienze associative, dai volontari ai soci, dai lavoratori ad altre forme di partecipazione e coinvolgimento. Sono i volontari, però, lo zoccolo duro del Forum. “Considerando solo 23 organizzazioni rispondenti - spiega il rapporto -, il numero è cresciuto di circa 600mila unità rispetto al 2014, passando da 2.148.000 a 2.762.743. Il bacino di volontari che prestano servizio presso le organizzazioni aderenti al Forum è quindi oltre la metà dei volontari registrati dall’ultimo Censimento Istat (4.748.000). In aumento anche la partecipazione maschile al volontariato: ad oggi rappresenta il 61 per cento (rispetto il 53 per cento di tre anni fa) contro il 39 per cento di partecipazione femminile”. Anche la comunità dei lavoratori in questo settore è cresciuta, passando dai 481 mila del 2014 ai 504.600, cioè oltre la metà di quelli censiti dall’Istat nel 2011 (955mila).

Le reti del terzo settore - TAbella 1

Crescono le partnership delle organizzazioni aderenti al Forum. “Sono ben inserite in reti di relazioni - spiega il rapporto -. Negli anni, questo comportamento virtuoso è stato implementato: le organizzazioni appartenenti stabilmente a network nazionali sono 52 su 59 rispondenti (20 in più rispetto alle precedenti rilevazioni). È cresciuto, inoltre, il numero di organizzazioni che hanno aderito anche a partecipazioni internazionali”. Cresce anche la capacità economica delle organizzazioni del Forum. “Sulle entrate hanno riposto 39 organizzazioni, da cui emerge un valore economico complessivo pari ad oltre 12 miliardi di euro - spiega il testo -, quindi almeno due miliardi in più rispetto al 2014. Le entrate si distribuiscono in un range che va da 60 mila euro annui a un massimo di oltre 6 miliardi”.

Tra le mission e gli ambiti di attività delle diverse organizzazioni, la diffusione di valori e cultura è la finalità principale espressa da 53 organizzazioni su 59 rispondenti, segue l’erogazione di servizi, la tutela dei diritti e il contrasto alle discriminazioni e l’informazione. “Il settore di maggiore impegno - spiega il testo - è quello relativo alle attività ricreative e di socializzazione (impegna il 70 per cento delle organizzazioni rispondenti). Altre attività sono di carattere artistico-culturale (49 per cento) e di assistenza sociale (46 per cento). L’ambiente impegna un terzo delle organizzazioni”. Una particolarità riguarda le attività di formazione: durante il 2016, oltre il 90 per cento delle organizzazioni che ha partecipato all’indagine ha progettato attività di formazione, indirizzate principalmente agli associati sul territorio o alla dirigenza nazionale. Tra i destinatari delle attività realizzate, quasi sei organizzazioni su dieci rispondenti, hanno attività rivolte a destinatari con specifici disagi. “Al primo posto troviamo le persone con disabilità fisica/intellettiva - spiega il rapporto -, seguite da persone con disagio psico-sociale, minori in difficoltà, richiedenti asilo, profughi e rifugiati”. 

Le reti del terzo settore - Tabella 2

Il Forum nazionale del terzo settore ha inoltre voluto orientare i suoi prossimi anni secondo i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile approvati dall’Onu nel 2015 e che tracciano un’Agenda sino al 2030, promuovendo una osservazione e una ricognizione delle attività e delle aspettative per il futuro. Oltre 200 le attività realizzate dalle organizzazioni del Forum che hanno risposto al questionario. Iniziative mobilitano 7.320 lavoratori, quasi 80 mila volontari, per circa 440 milioni di entrate e 11 milioni di beneficiari diretti. A snocciolare i dati è il secondo rapporto presentato nella giornata di oggi, intitolato “Il Terzo settore e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”. Dallo studio emerge che più della metà degli enti sia impegnato a operare per conseguire almeno 9 obiettivi di sviluppo. Inoltre tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile vedono attive le reti del terzo settore. L’obiettivo nel quale  sono meno operative le reti nazionali è quello che riguarda la disponibilità e la gestione dell’acqua, mentre è rilevante l’attenzione delle organizzazioni al tema del benessere, indicato da ben 42 enti su 51, oppure ambiti come la sostenibilità, la promozione della pace e della giustizia.

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