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"Displays", il disco registrato tra Puglia e Sahara che sostiene i bimbi disabili

Lanciata dall’organizzazione TreGiriDiTe’ una campagna crowdfunding per finanziare l’album, espressione del collettivo "Desert session". Attraverso la musica la storia di cooperazione e solidarietà verso i bambini saharawi disabili, accolti in Salento per affrontare cure e terapie

19 dicembre 2017

LECCE - C’è tempo fino al 7 gennaio 2018 per partecipare alla campagna di crowdfunding e finanziare così la realizzazione dell’album “DISPLAYS”: registrato tra Auserd, campo rifugiati saharawi nel deserto algerino, e Tricase nel 2016, il disco riassume in nove brani tutta la profondità dell’esperienza di cooperazione e accoglienza tra il Capo di Leuca -pugliese e il Sahara vissuta negli anni da operatori dell’organizzazione di volontariato “TreGiriDiTe’”, musicisti, volontari, bambini saharawi con disabilità. E’ un titolo volutamente emblematico, infatti, “ DISPLAYS”, che racchiude in sé nel prefisso DIS rimosso la volontà di ribaltare una condizione di doppia fragilità, quella di trovarsi a essere rifugiato (displaced) e disabile (disabled), anche attraverso la forza della musica. Una storia che parte da lontano, questa, dall’esperienza iniziale di alcuni volontari salentini nei campi profughi algerini in collaborazione con la locale associazione Rio De Oro. Nel 2010 nasce “TreGiriDiTe’” come braccio pugliese di Rio De Oro, proprio per dare continuità al lavoro svolto nei campi profughi. “Abbiamo cominciato con il fare accoglienza in Italia di bambini saharawi, per brevi periodi – spiega Alberto Piccinni, uno dei fondatori dell’associazione -. Poi abbiamo pensato di spostare l’attenzione in particolare sulle situazioni di bambini con disabilità, con il pensiero di sottoporli a cure e controlli in Italia. E’ cominciato così un lungo lavoro di conoscenza con le famiglie saharawi, di valutazione delle situazioni di maggiore necessità e dove l’intervento può risultare più incisivo”.

DesertSession

E’ così che, nel tempo, gruppi di otto-dieci bambini con disabilità all’anno hanno affrontato il viaggio in Italia, trattenendosi per periodi più o meno lunghi, sottoponendosi a visite presso le strutture del territorio salentino per stabilire un percorso di cura personalizzato e le specifiche esigenze. Grazie all’assistenza sanitaria garantita dalla Regione Puglia, i piccoli ospiti possono usufruire del servizio sanitario pubblico. “Abbiamo avuto in questi anni circa quattro-cinque interventi di lungo periodo – precisa Piccinni – ad esempio la storia di Addad, che colpito da una rara sindrome genetica è riuscito a sostenersi sulle proprie gambe dopo un intenso percorso di fisioterapia e riabilitazione; quella di Nasra, ricoverata e operata in Italia per ustioni su gran parte del corpo, che ogni anno ritorna per monitorare la propria situazione; ci sono anche Mahomoud, sottoposto ad una operazione agli occhi, e Gleila, che ha subito un delicato intervento a Milano a causa di un tumore al femore, e che sta ora terminando un lungo percorso di fisioterapia”. Un grande lavoro di competenze e professionalità, reso possibile grazie a contributi privati dei sostenitori di “TreGiridiTe’”, al supporto dell’8 per mille della Chiesa Valdese, al merchandising, e a una forte rete di sostegno e solidarietà che si è creata sul territorio salentino. Durante i loro periodi di permanenza in Italia infatti i bambini saharawi, compresi tra gli otto e i dodici anni di età, vengono accolti anche da famiglie del territorio, e hanno a disposizione il villaggio Arcobaleno offerto dal comune di Tricase. Sono partner attivi dell’intero progetto anche l’ospedale Cardinale Panico di Tricase, la Asl di Lecce, alcune cooperative sul territorio. Lo stesso territorio salentino, la comunità di cittadini, è cresciuta grazie a questa iniziativa, creando occasione di conoscenza, scambio, lotta al pregiudizio.

Foto TreGiriDiTe
Bambino Saharawi accolto nel salento

Tra i bambini saharawi con disabilità ve ne sono alcuni anche con limiti cognitivi, “da qui è nata anche l’idea della musica – aggiunge Piccinni, che è anche musicista e coordinatore del progetto ‘Desert Session’ -. Abbiamo vinto un bando per un progetto di residenza, ed è nato così ‘Desert Session’ come collettivo musicale tra la Puglia e i saharawi, musicisti pugliesi e saharawi insieme ai volontari e ai bambini che comunicano attraverso la musica come espressione di cultura di un popolo, di emozioni, storia di cooperazione e solidarietà”. Così, lo scorso anno il collettivo Desert Session ha dato vita all’album DIS PLAYS, che raccoglie in nove brani interpretazioni di canzoni vecchie e nuove di famosi compositori saharawi e in cui sono coinvolti quattordici musicisti, otto volontari e cinque bambini. La campagna di crowdfunding attiva per finanziare la realizzazione del disco serve proprio a rendere noti i progetti, diffondere la cultura di un popolo di rifugiati di lungo periodo, in una delle zone più aride del mondo. “TreGiriDiTè” tornerà in febbraio nel deserto algerino per continuare il percorso di conoscenza con le famiglie e i bambini più bisognosi di cure, terapie e attenzione, “non è semplice per il popolo saharawi avvicinarsi al concetto di terapia – sottolinea il coordinatore di Desert Session – c’è in loro una forte abitudine a soluzione palliative che non risolvono un problema alla sua radice, scarsa confidenza con la medicina e anche un rapporto diverso con la situazione di disabilità. Per questo esiste un lavoro da svolgere nel tempo. Nei nostri viaggi cerchiamo anche di lavorare a progetti infrastrutturali sul posto, per dare supporto alla loro realtà. E cerchiamo di coinvolgere quante più persone possibili, cittadini qualunque. Chi viene con noi nel deserto, di solito ci ritorna”. Per sostenere la campagna di crowdfunding è possibile collegarsi al sito musicraiser.com effettuando la ricerca per “desert session”. (sm)

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