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Pane spezzato più buono dell'aragosta. L'appello di Caritas Ambrosiana per le festività

Caritas Ambrosiana lancia l'iniziativa e chiede ai milanesi di invitare per un pranzo o una cena persone in difficoltà. Basta dare la propria disponibilità alla Caritas che organizzerà l'incontro in famiglia

17 dicembre 2017

MILANO - Il “buon vicinato” può partire anche da un invito a cena? Nel Discorso alla città, pronunciato per la festa di Sant’Ambrogio l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha invitato a riallacciare i legami sociali a partire da gesti concreti. Per questo Caritas Ambrosiana per le feste natalizie ha deciso di lanciare l’iniziativa “Il pane spezzato è più buono dell’aragosta 2017”. L’appello è rivolto ai milanesi e agli abitanti della diocesi ambrosiana "affinché nei giorni di festa aprano le porte di casa e condividano pranzi e cene, più o meno ricche e raffinate, con chi si trova in difficoltà. Sono graditi inviti a tavola per Natale, Capodanno e l’Epifania, ma sono ben accetti anche per i giorni che coprono l’intero periodo di festa".

Saranno gli operatori di Caritas Ambrosiana a girare l’offerta alle persone che usufruiscono dei servizi di assistenza e a comunicare il nome dell’invitato a chi avrà aderito all’iniziativa. I cittadini che intendono partecipare a “Il pane spezzato 2017” devono dare la propria disponibilità, inviando una mail allo Sportello Volontariato di Caritas Ambrosiana entro lunedì 18 dicembre: volontariato@caritasambrosiana.it. Gli operatori faranno giungere gli inviti ai propri utenti e richiameranno le famiglie per concordare i dettagli.

L’ultimo Rapporto Povertà di Caritas Ambrosiana ha messo in luce proprio l’aumento della povertà cronica.  Nel 2016 i gravi emarginati sono stati la maggioranza delle persone che hanno chiesto aiuto (52,7%), mentre erano meno di un terzo (32,1%) nel 2008. Rispetto all’inizio della crisi, le richieste di sussidi economici rivolte agli operatori sono raddoppiate (+118%). Allarmante anche il trend dei disoccupati di lungo periodo. Dall’inizio della crisi questo gruppo è progressivamente aumentato fino a rappresentare nel 2016 il 33,8%, un terzo del campione. Un problema che pare particolarmente acuto soprattutto tra la componente maschile, nella quale la percentuale sale al 44,2%, e tra gli italiani, dove ad essere in questa situazione sono il 41,5%.

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